La Corte d’Assise d’appello di Reggio Calabria ha confermato la condanna all’ergastolo, con isolamento diurno per dieci mesi, a carico di Francesco Polimeni, ritenuto elemento di spicco della cosca ‘ndranghetista “Tegano” di Reggio Calabria, e di Francesco Mario Dattilo, per essere stati individuati, rispettivamente, come mandante ed esecutore dell’omicidio dell’ex carabiniere Bruno Ielo, assassinato la sera del 26 maggio del 2017 a Catona di Reggio Calabria. Il collegio, inoltre, ha modificato la condanna di primo grado, da 30 a 22 anni, a carico di Cosimo Scaramozzino, identificato come uomo di fiducia del Polimeni e presente all’agguato contro Ielo.
L’ex carabiniere, conosciuto anche per il suo impegno sociale, gestiva con la famiglia un tabaccaio con annessa concessione del lotto a Gallico, quartiere della zona nord di Reggio Calabria, confinante con Catona, luogo di residenza di Bruno Ielo. Come ricostruito dalla Dda di Reggio Calabria, l’attività avviata da Bruno Ielo avrebbe causato un calo di affari per la rivendita di tabacchi gestita a Gallico dai familiari del Polimeni, il quale avrebbe posto in essere una falsa rapina e alcuni episodi di intimidazione per costringere Ielo e i suoi famigliari a chiudere il loro esercizio. Ielo, invece, si era rifiutato di cedere alle minacce ordite dal Polimeni, continuando a lavorare. La sua determinazione, purtroppo, è stata stroncata tragicamente la sera del 26 maggio del 2017, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione di Catona.