ll giovane è rimasto ucciso durante l'assalto al supermercato Crai di Delianuova, la vigilia di Pasqua del 2012. Imputato nel procedimento è Michele Strano

Riaperto il dibattimento del processo d'appello per l'omicidio di Luigi Napoli, il giovane rapinatore rimasto ucciso durante l'assalto al supermercato Crai di Delianuova, la vigilia di Pasqua del 2012. Imputato nel procedimento è Michele Strano. La sua posizione processuale è legata alla nuova perizia chiesta dal collegio difensivo.

Processo di primo grado L’uomo è stato condannato in primo grado a 9 anni e quattro mesi per l’omicidio volontario del giovane Luigi Napoli, nella rapina finita nel sangue nel supermercato Crai di Delianuova, la vigilia di Pasqua del 2012. Quella sera, un gruppo di giovani rapinatori fecero irruzione nel negozio gestito da Giuseppantonio Strano e durante la fasi concitate dalle rapina lo uccisero. Durante la fuga uno dei rapinatori, Luigi Napoli, venne a sua volta colpito da Michele Strano. Secondo la perizia dei carabinieri, Napoli venne colpito mentre si trovava già fuori dall’esercizio commerciale, tesi che era stata fatta propria dalla procura di Palmi che aveva accusato e fatto condannare Strano per omicidio volontario, seppur con tutte le attenuanti.

La nuova perizia Il processo di appello dovrebbe concludersi a breve, dopo la consegna della perizia di parte richiesta dalla difesa dell’imputato. Secondo il collegio difensivo, infatti, il rapinatore sarebbe stato colpito durante la colluttazione avvenuta seguita all’omicidio di Giuseppantonio Strano. La difesa ha chiesto anche di estrapolare dalle videocamere del sistema di videosorveglianza delle immagini che avrebbero immortalato una fase della rapina, anche se secondo quanto appreso non ci sarebbero fotogrammi sulla colluttazione. L’intento dei difensori è quello di provare che Michele Strano non sarebbe uscito in strada per sparare ai rapinatori, ma che il colpo sarebbe stato esploso durante lo scontro intrapreso tra il fratello della vittima e i rapinatori.

Da testimone a imputato La prima testimonianza di Strano, resa il giorno dopo del delitto nella veste di testimone del duplice delitto, era confluita nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Palmi contro i due complici di Luigi Napoli, il cugino Giuliano Napoli e Antonino Festa. Proprio in base a quella deposizione si era venuti a conoscenza che, a sparare contro Luigi Napoli non era stato Giuseppantonio Strano, durante la colluttazione con il rapinatore, bensì il fratello Michele. La perizia del Sis dei carabinieri aveva fotografato una storia diversa. E proprio per sovvertire quella perizia che la difesa ha chiesto la riapertura del dibattimento e un nuovo esame balistico.