Processo ai Mancuso in Corte d'appello, chiesta la conferma di dieci condanne
Alla sbarra boss e gregari del potente clan di Limbadi coinvolti nella storica operazione antimafia denominata "Genesi"
Il sostituto procuratore della Corte d'appello di Catanzaro ha chiesto la conferma delle condanne di primo grado per dieci degli undici imputati coinvolti nella storica operazione antimafia denominata "Genesi" contro boss e gregari della cosca Mancuso di Limbadi e di clan satelliti gravitanti in provincia di Vibo Valentia.

Le richieste di condanna. Questi quindi gli imputati per i quali è stata chiesta anche la condanna in secondo grado: i fratelli Diego Mancuso (per il quale la Dda in primo grado aveva chiesto 26 anni di reclusione), Francesco Mancuso, alias “Tabacco”, Pantaleone Mancuso detto “l’Ingegnere”, lo zio Giovanni Mancuso, tutti di Limbadi, e Giuseppe Santaguida, di Sant’Onofrio. In primo grado sono stati tutti condannati a 6 anni di reclusione per il reato di associazione mafiosa. Gli altri imputati sono: Nazzareno Prostamo di San Giovanni di Mileto (condannato a 14 anni in primo grado), Nicola Zungri di Rosarno (Rc) (9 anni); Pasquale Pititto di San Giovanni di Mileto (8 anni); Mauro Campisi di Monsoreto di Dinami (7 anni); Rocco Angiolini di Dinami (9 anni in primo grado). Il pg ha invece chiesto il non luogo a procedere per Michele Tavella, deceduto.
Il collegio difensivo. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Francesco Aschimio, Mario Bagnato, Giuseppe Di Renzo, Piero Chiodo, Antonio Porcelli, Francesco Sabatino. Si tornerà in aula il prossimo 24 maggio.
L'operazione "Genesi". L'inchiesta è frutto della riunione di due operazioni: “Alba”, condotta dalla Dda di Catanzaro, e “Metropolis” condotta inizialmente dalla Procura ordinaria di Vibo Valentia e poi trasmessa per competenza territoriale alla Dda di Catanzaro. Le accuse: associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, usura, estorsioni, rapine, detenzione di armi i reati, a vario titolo, contestati. (mi.fa.)
