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La Procura di Palermo ha chiesto la condanna a due anni e sei mesi di reclusione per Marcella Cannariato, imputata per corruzione in un procedimento che coinvolge anche l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata.

Secondo l’accusa, tra l’imprenditrice e l’esponente della giunta siciliana sarebbe intercorso un patto corruttivo: in cambio dell’assunzione del nipote dell’assessore in un’azienda riconducibile a Cannariato, sarebbe stato concesso un finanziamento pubblico di 30 mila euro alla Fondazione Marisa Bellisario.

Il contributo, stando alla ricostruzione della Procura, era destinato alla realizzazione dell’evento “Donna, Economia e Potere”, organizzato in Sicilia e legato proprio alla fondazione rappresentata nell’isola dalla stessa Cannariato.

La vicenda giudiziaria si inserisce in un’inchiesta più ampia sui rapporti tra politica e imprenditoria e sulle modalità di concessione di finanziamenti pubblici. Sarà ora il tribunale a valutare le responsabilità degli imputati e a decidere sull’eventuale condanna