Che Cateno De Luca, sindaco di Messina, fosse un tipo vulcanico lo si sapeva da tempo. L'istrionico (ormai ex) sindacalista già in passato si è reso protagonista di gesti eclatanti come quando si presentò qualche anno fa seminudo, con indosso solo la bandiera della Trinacria, all'Assemblea Regionale Siciliana all'epoca in cui era deputato del parlamento siculo. Già fondatore del movimento civico "Sicilia Vera", De Luca è salito agli onori della cronaca per la miriade di processi subiti, una quindicina. Prima di essere eletto sindaco di Messina, nel giugno del 2018, era stato rieletto all'Ars e pochi giorni venne arrestato.

Ora il primo cittadino messinese è ritornato ad avere una grandissima visibilità dopo le ultime dirette facebook, rigorosamente in vestaglia, e dopo l'ultima diretta di stamattina seguente all'arrivo di centinaia di persone agli imbarchi dei traghetti. Oggi aveva annunciato una serata di protesta, una serata in cui avrebbe convocato una seduta di Giunta comunale alla rada San Francesco per dire no ai modi di fare del governo e per bloccare gli arrivi in Sicilia.

Il sindaco De Luca si è presentato puntuale alle 20 agli imbarchi di Caronte e Tourist. E’ pronto a non far entrare nessuno in città. Ha chiesto ancora una volta la presenza dello Stato. Ha detto che questa non è la battaglia del sindaco De Luca o di Messina, ma di tutti gli italiani che ancora credono nello Stato.

"Vogliamo risolvere i problemi, dai primi di marzo abbiamo cercato di far capire che l’emergenza non si stava affrontando nel modo corretto. Non erano fughe in avanti di protagonismo, ma di chi conosce il territorio. Avevamo capito che ci dovevamo fermare subito. Invece abbiamo avuto come un mastino sul territorio che ci ha bloccato perché le norme non si possono violare. Ma quando ci troviamo a dover scegliere tra la vita e la morte cosa deve prevalere? Non puoi dire alla gente che la Sicilia è blindata e poi la gente vede che non è così. Non lo possiamo più accettare. Ieri l’ennesima beffa perché non possiamo accettare ciò a cui abbiamo assistito. La vicenda della Renault 4 è emblematica. Lo Stato non c’è, avevo chiesto al Prefetto di darci la soluzione. Allora l’ordinanza noi l’abbiamo preparata. Nelle nostre strade non entra più nessuno. Lo sappia il Viminale che ha smentito quanto successo ieri. Come dobbiamo resistere di fronte a queste offese nei confronti degli italiani che stanno rispettando le regole? Io non posso più accettare che si continui con questa finzione. La finzione porta a mietere morti. Questa non è una questione amministrativa, ma di vita o di morte. Aspetto che un rappresentante dello Stato ci dica come si attuano le norme che hanno stabilito. Noi l’ordinanza l’abbiamo fatta".