'Ndrangheta, si pente il boss Lamanna: è accusato dell'omicidio di Luca Bruni
Uomo-chiave nel clan degli zingari, è stato condotto già in una località protetta. Risponde, tra le altre cose, dell'omicidio del rampollo dei "Bella Bella"
C'è un nuovo boss della 'ndrangheta che collabora con la giustizia. Viene fuori un altro pentito dalle cosche del Cosentino. Si tratta di Daniele Lamanna che si sarebbe già messo a disposizione della Dda di Catanzaro e del pm Pierpaolo Bruni. Si tratta di un uomo di assoluto rilievo, attualmente sotto processo perchè indiziato di essere stato l'autore dell'omicidio di Luca Bruni.
Le accuse. Lamanna è accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e, come chiarito, del delitto di mafia relativo alla scomparsa dell’ultimo rampollo dei “Bella bella”, ammazzato - per quanto appreso da altri collaboratori - per evitare che la vittima potesse organizzare un nuovo gruppo criminale in contrapposizione con quello degli “zingari” e degli “italiani”.
La latitanza. Quando venne emessa l’ordinanza di custodia cautelare si diede alla latitanza per quattro mesi e quando venne catturato a Trenta nel marzo dello scorso anno, rivendicò la sua estraneità all’uccisione di Luca Bruni verso il quale non aveva alcun rancore, aggiungendo che quel giorno si trovava da tutt’altra parte.
