Da Mileto a Camigliatello, tra aneddoti ed amarcord. La Calabria sente già profumo di Giro d'Italia e a fare da testimonial d'eccezione all'unica tappa interamente calabrese dell'edizione 2020 è stato Francesco Moser. La settima tappa che si correrà il 15 maggio del 2020 è stata ufficialmente presentata nella sala delle Laudi della Diocesi di Mileto e, tra gli ospiti d'onore, c'era una delle leggende del ciclismo italiano e mondiale, al secolo Francesco Moser, e chi questo sport lo ha raccontato con le sue storiche telecronache, Giorgio Martino. Entrambi non hanno voluto mancare all'evento organizzato dall'instancabile Mimmo Bulzomì, presidente dello Sporting Club di Mileto.

Amarcord. Si partirà da Mileto e si arriverà a Camigliatello dopo 223 chilometri e sarà la seconda tappa più lunga del Giro. Come nel 1982 quando in Sila a vestire i colori del primato fu Francesco Moser. Nel 1982 era in maglia rosa quando il Giro d’Italia salì nel cuore della Sila, a Camigliatello Silano. Appena ha smesso di pedalare a livello agonistico è stato testimonial della “Sei giorni del Sole” (la più importante corsa ciclistica dilettantistica del Sud) e a Mileto era di casa. “Sarà – ha spiegato proprio Moser – una tappa impegnativa perché in Calabria le pianure sono poche e i percorsi sempre complicati tra saliscendi e curve. Tra l’altro si arriverà a Mileto dopo aver scalato l’Etna e, quindi, con una classifica già delineata. Su queste strade gli inseguimenti sono sempre difficili da organizzare e gli atleti che riescono ad attaccare fino in fondo possono fare la differenza”. Moser queste strade le conosce molto bene perché a Mileto è di casa fin dai tempi della “Sei giorni del Sole”, la corsa a tappe per dilettanti più importante del meridione negli anni ottanta e novanta. “Qui ho visto correre – ricorda Moser - tutti quelli che vennero dopo di me nel mondo del ciclismo e vincevano quasi sempre quelli che andavano forte in salita. Un nome su tutti: Marco Pantani”.

Vetrina rosa. Occasione unica per Mileto, rappresentata dal vescovo della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea monsignor Luigi Renzo, presidente del comitato organizzatore locale, e dal suo sindaco Fortunato Giordano. “Questa partenza – dichiara – ci riempie di orgoglio ed è un momento importante non solo per la nostra comunità ma anche per l’intera provincia di Vibo. Avere una tappa è sempre un punto fondamentale per la promozione di un territorio che ha la necessità di comunicare le cose positive che ha essendo ricco di risorse”. Mileto sarà ancora di più la capitale del ciclismo calabrese, proprio come lo era quando lo storico Sporting Club organizzava la “Sei giorni del Sole” e il suo patron Mimmo Bulzomì sognava di ospitare il Giro d’Italia. “E’ il frutto di anni di lavoro – sottolinea con un filo di commozione – e sono onorato di questo omaggio da parte della Gazzetta dello Sport”. Un premio alla carriera per Mimmo Bulzomì. In fondo se oggi Mileto può organizzare la partenza di una tappa il merito è tutto suo.

Moser in redazione. Prima di lasciare la Calabria, Francesco Moser ha fatto visita alla redazione di Zoom24 e si è intrattenuto con il direttore Mimmo Famularo, legato da un grande rapporto di amicizia con Mimmo Bulzomì fin da quando negli anni novanta, da giovanissimo cronista, seguiva le imprese della "Sei giorni del Sole" in giro per la Calabria. Preludio alla collaborazione proprio con la Gazzetta dello Sport con la quale lavora ininterrottamente ormai da venti anni e nell'edizione odierna Francesco Moser racconta come la Mileto-Camigliatello potrebbe accendere il Giro d'Italia già nella prima settimana di corsa.