Arrivano nuove precisazioni dal vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo, alla luce di "diversi quesiti interpretativi delle norme emanate per l'emergenza coronavirus ed avendo altresì avuto notizia di alcune scelte liturgico-pastorali fatte in questi primi giorni di applicazione delle norme civili e canoniche per l’ emergenze coronavirus, in aggiunta al Comunicato dell'8 marzo scorso, al fine di evitare possibili conseguenze penali previste dal Decreto ministeriale".

Ecco l'elenco delle prescrizioni ai sacerdoti:

1. Nell'attuale contesto non sono consentite, nè giustificate eventuali binazioni di Messe.

2. La cosiddetta Messa “privata” può essere partecipata e assistita esclusivamente da qualche ministrante, con le dovute osservanze delle norme igieniche prescritte.

3. Non si celebrino assolutamente S. Messe con la partecipazione di fedeli selezionati nemmeno a porte chiuse, fatta eccezione per i casi e nei modi consentiti dal n. 3 del Comunicato CEC (8.3.2020).

4. Pur col dovuto rispetto della sensibilità di ciascuno, è proibito usare amplificazione esterna per fare “ascoltare” la S. Messa che può richiamare gente nel raggio e davanti alla chiesa.

5. La trasmissione della Messa in Streaming, Facebook, ecc., a servizio dei fedeli della parrocchia, sia effettuata possibilmente in diretta e senza eccessiva presenza in chiesa di operatori tecnici.

6. Per la Comunione agli ammalati non è consentito accedere nelle case, a meno che c'è una esplicita richiesta del malato stesso. In questo caso è consentito portare la Comunione solo al Sacerdote, o al Diacono usando tutte le accortezze ed attenendosi alle norme igieniche previste. Non è consentito affidare il compito ad Accoliti e Ministri Straordinari.

7. Si esorti alla preghiera e all'adorazione libera e personale anche nelle chiese, ma senza l’esposizione solenne del SS. Sacramento (Quarantore), che comporta di per se stesso la presenza di fedeli.

"Consapevoli tutti che le restrizioni provocano sofferenza, per la tutela della salute di ognuno, chiedo ai Sacerdoti -conclude il vescovo - pur con le cautele necessarie, di non far mancare ai fedeli la loro prossimità con l'ascolto, la preghiera ed il sacramento privato della riconciliazione, particolarmente richiesto in questo tempo di Quaresima. Mentre impetro dal Signore che ci faccia uscire presto da queste precarietà emergenziali, Vi Benedico tutti".