La Sesta sezione della Suprema Corte di Cassazione ha messo fine ad un vero e proprio calvario giudiziario che ha visto protagonista l’ex sindaco di Vibo Valentia, Michele Montagnese, assolto con la seguente formula: “… Ne consegue l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata con revoca delle relative statuizioni civili…”.

Per l'ex sindaco di Vibo Valentia, tutto comincia con il procedimento penale WhyNot che vede il professionista imputato per il reato di abuso d’ufficio, quale componente del collegio sindacale di Fincalabra, relativamente ad un finanziamento che la stessa aveva elargito in favore della società Tesi. Il procedimento si era fermato al secondo grado di giudizio ove la Corte di Appello di Catanzaro aveva dichiarato la prescrizione del reato mantenendo intatte le statuizioni civili del primo grado di giudizio. Nonostante ciò, a distanza di decenni, la stessa Corte di Appello non aveva mai notificato né all’imputato né al difensore costituito, l'avvocato Ganino Bruno, la medesima sentenza, ed erroneamente aveva statuito il suo passaggio in giudicato. Ciò ha innescato una vera e propria canea di procedimenti civili nei confronti dell’ex amministratore comunale per i quali era stata chiesta da Fincalabra la somma risarcitoria di oltre quattro milioni di euro.

Montagnese in tutto ciò si è sempre proclamato innocente ed estraneo ai fatti di causa, «come dimostrato nel procedimento parallelo denominato Tesi che lo ha visto assolto con formula piena», ed ha inoltrato l’ulteriore ricorso per Cassazione che, solo a gennaio 2025, a distanza di quasi 12 anni dalla sentenza di Appello, «ha finalmente messo fine alla gogna giudiziaria e processuale subita. E così, in conseguenza della revoca delle statuizioni civili, anche i procedimenti civili ancora pendenti avranno vita breve. Ci si pone una domanda, a questo punto. Chi pagherà i numerosi procedimenti azionati da Fincalabra penalmente e civilmente ancora pendenti e patrocinati dai propri legali? Senza considerare che, a queste spese, andranno aggiunte le somme di denaro finanziate e mai riscosse dalla stessa Fincalabra a favore di Tesi, nonostante ne avesse piena facoltà al tempo dei fatti. Ho il dovere morale - prosegue ancora Montagnese - di esprimere ancora una volta, ad alta voce, l’infinita riconoscenza per l’attività lavorativa svolta dagli avvocati Bruno Ganino in ambito penale e Raffaele Carullo in ambito civile, per avermi assistito nei numerosi procedimenti, ingiustamente aperti a mio carico, celebrati ed ancora pendenti. La loro dedizione ed alta professionalità hanno fatto emergere la verità dei fatti portando la Suprema Corte di Cassazione a statuire anche nel merito sull’errore giudiziario accorso alla mia persona. Ed un plauso altrettanto grande va alla mia famiglia che con dignità ha supportato e sopportato, senza esserne responsabile, tutte le volgari azioni intentate sulla mia persona», conclude il professionista vibonese”.