Sparatorie nel Vibonese, un vero e proprio raid punitivo dietro gli omicidi di Nicotera
E' quanto emerge dal fermo di indiziato di delitto emesso dal sostituto procuratore Concettina Iannazzo nei confronti di Francesco Olivieri, costituitosi in carcere ieri notte
Un vero e proprio raid punitivo dietro il duplice omicidio di Nicotera ed il ferimento di Limbadi. E' quanto emerge dal fermo di indiziato di delitto emesso dal sostituto procuratore Concettina Iannazzo nei confronti di Francesco Olivieri, il trentunenne accusato dell'omicidio di Giuseppina Mollese e Michele Valerioti, entrambi uccisi a Nicotera venerdì scorso.
Il fermo. Per il pm della Procura di Vibo che coordinata l'inchiesta "l'indagato ha effettuato un vero e proprio raid punitivo recandosi nelle abitazioni delle vittime, già designate nel suo programma criminoso e colpendole da distanza ravvicinata in parti del corpo che hanno attinto organi vitali".
Udienza di convalida. Dopo essere stato interrogato per quasi tutta la notte dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, Francesco Olivieri è comparso proprio in queste ore davanti al gip Gabriella Lupoli per l'udienza di convalida del fermo. A difenderlo è l'avvocato Francesco Capria, sostituito nella circostanza dall'avvocato Giosuè Monardo.
Costituito in carcere. Latitante da tre giorni, braccato da carabinieri e polizia, Olivieri si è consegnato nella tarda serata di ieri presentandosi tra le 23 e la mezzanotte ai cancelli dell'Istituto penitenziario di Vibo Valentia dove si trova ora detenuto.
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