Matrimoni falsi, raffica di condanne (NOMI)
Sono 26 le condanne e due le assoluzioni al processo nato dall’inchiesta “Zifaf”, condotta dalla Dda e dal Gico della Guardia di Finanza che ha sgominato un consolidato sistema illegale tra il Marocco e l’Italia per l’organizzazione di falsi matrimoni tra italiani e stranieri, con marocchini, algerini e tunisini. I riti avevano lo scopo di far conseguire la carta di soggiorno per motivi di famiglia, essenziale per l’ingresso e la permanenza in Italia, oppure per “sanare” la posizione degli extracomunitari che avevano subito decreti di espulsione dall’Italia. Condanati Amalia Vizzari, 2 anni e 10 mesi più 1000 euro di multa; Giuseppa Carrolo, 4 anni più 1200 euro di multa; Carmela Pollara Maggio, 3 anni e 10 mesi più 1000 euro di multa; Giuseppa Di Pietro Fazio, 2 anni e 10 mesi più 1000 euro di multa; Carmen Cami, 2 anni e 10 mesi più 1000 euro di multa; Said Al Hajli, un anno e 4 mesi più 15000 euro di multa; Pasqualino Avenoso, un anno e 4 mesi più 1500 euro di multa; Maria Antonia Cannarozzo, un anno e 4 mesi più 1500 euro di multa; Gianpiero De Tommaso, un anno e 4 mesi più 1500 euro di multa; Omar El Asri, 2 anni; Najat El Jihaoui, 3 anni; Josephine Faralla, 3 anni e 10 mesi più 1000 euro di multa; Maria Fileti, 3 anni e 10 mesi più 1000 euro di multa; Costanza Grech, 2 anni e 10 mesi più 1000 euro di multa; Ilyes Mohamed Himri, 3 anni; Maria Pia Lauria, un anno e 4 mesi più 1500 euro di multa; Khadija Mazouak, 3 anni; Maurizio Mondello, 3 anni e 10 mesi più 1000 euro di multa; Antonino Vizzari, 3 anni; Alessia Concetta Cotroneo, un anno e 4 mesi più 1500 euro di multa; Amine Elhachimi, 3 anni; Antonino Augliera, 2 anni; Antonino Cuscinà, 2 anni e 10 mesi più 1000 euro di multa; Bouchta Zouhair, 2 anni; Carmela Panetta, un anno e 4 mesi più 1500 euro di multa; Aichia Naciry, 2 anni.
Due le assoluzioni, a fronte di altrettante richieste di condanna da parte della Procura, per Rosaria Papandrea (l’accusa aveva richiesto la pena di un anno e 6 mesi più 8000 euro di multa) e Achraf Rami (l’accusa aveva richiesto la pena di 3 anni), che sono stati scagionati dalle accuse con la formula “perché il fatto non sussiste”.
