"Siamo qui per rappresentare la protesta di tutti i cittadini del Vibonese, perchè a livello sanitario siamo veramente da terzo mondo: anche i cittadini della provincia di Vibo devono avere gli stessi diritti di tutti gli italiani". Le parole di Pantelone Mercuri, sindaco di Limbadi, riassumono perfettamente la preoccupazione dei sindaci del Vibonese che si sono riuniti, questa mattina, davanti alla Prefettura di Vibo Valentia. Una manifestazione, spiega il sindaco del capoluogo Maria Limardo, "che si collega idealmente con la protesta di tutti i sindaci della Calabria che si terrà a Roma il 19 novembre". Rassicurazioni sono arrivate dal prefetto Francesco Zito, che ha assicurato che "la Prefettura cercherà di fare il possibile per agevolare il lavoro dei sindaci".

Le ragioni della protesta. "Diciamo no al commissariamento - ha evidenziato Maria Limardo -, è una mia opinione ma credo ci sia una sospensione dei livelli democratici: i calabresi sono stati espropriati dal loro diritto di autodeterminazione in questa materia".  Diversa l'opinione di Salvatore Solano, sindaco di Stefanaconi, secondo cui "il problema del commissariamento è l'ultima delle questioni. Attualmente non ci vengono comunicati i positivi - spiega - con problemi, tra i tanti, anche per la raccolta dei rifiuti delle persone contagiate". Una manifestazione congiunta, quella di stamattina, servita anche per chiedere - afferma Salvatore Giordano, sindaco di Mileto - "provvedimenti incisivi che non possono essere quelli ascoltati in questi giorni". "Avendo individuato le cause siamo qui per fare una proposta. Non contestiamo gli effetti della zona rossa - sottolinea il sindaco di Rombiolo Domenico Petrolo - ma vorremmo far capire all'Asp che deve accelerare modi e tempi per dare risposte".

Tamponi nelle cliniche private. In particolare l'attenzione è stata concentrata sul ritardo nel processamento dei tamponi, a causa del quale - ha sottolineato la Limardo - "l'Asp ha proposto di sospendere l'attività didattica in presenza". Come ha infatti spiegato Vitaliano Papillo, sindaco di Gerocarne, non è più sufficiente un solo punto, a Vibo, in cui effettuare i test, "ma serve un'unità mobile". La proposta presentata in Prefettura prevede anche di "individuare nella nostra provincia dei laboratori privati che lavorino i tamponi nasofaringei nel minor tempo possibile, per il solo periodo dell'emergenza epidemiologica".

Le proposte contro la pandemia. I sindaci hanno quindi presentato al prefetto, Francesco Zito, un documento congiunto in cui chiedono "poche cose ma concrete", tra cui: l'istituzione immediata della Usca (Unità specialistiche di continuità assistenziale), per garantire "un monitoraggio quotidiano dei pazienti positivi in isolamento domiciliare"; la creazione di un punto Covid 19, ovvero l'individuazione di una struttura ospedaliera che sia il "punto di ricovero per i pazienti Covid" al fine di "evitare la chiusura o la limitazione delle prestazioni dei reparti di cura ospedaliera"; dotazione dei Dpi (dispositivi di protezione individuale) ai medici di base e di guardia medica; assunzione di personale medico e infermieristico, "uno dei principali ostacoli per una corretta erogazione dei servizi sanitari". Oltre al potenziamento del Dipartimento di Prevenzione dell'Asp e di risolvere il ritardo nell'approvvigionamento del vaccino antinfluenzale.