A settembre scorso era stato contagiato dal Covid-19 nel carcere di Secondigliano, è stato ricoverato al Cardarelli e curato. Dopo la guarigione è tornato in reparto ordinario del padiglione Palermo della stessa struttura ospedaliera, dove ieri mattina è morto probabilmente per le conseguenze del contagio. Il Mattino racconta le circostanze che hanno portato alla morte del detenuto 70enne Mario Riccio, originario di Roccabernarda e condannato in primo grado a dodici anni per ‘ndrangheta lo scorso giugno nel processo “Trigarium”. Sul decesso è stata aperta un’inchiesta. L’ultima istanza di scarcerazione avanzata dai legali dell’uomo per motivi di salute era stata discussa lo scorso 19 novembre e ma la decisione è ancora riservata.

"Avevo chiesto che potesse avere il diritto di morire a casa, agli arresti domiciliari. Invece, è morto da solo nel reparto ordinario del Cardarelli riservato ai detenuti", racconta sempre al Mattino l’avvocato Francesco Schettino, che cinque giorni fa aveva discusso in Calabria l’ennesima richiesta di sostituzione della misura cautelare per il suo assistito. Un appello al Riesame, fissato quasi tre mesi dopo la sua istanza presso la seconda sezione penale del tribunale di Catanzaro. Riccio era in carcere da due anni e anche il suo precedente difensore aveva presentato alcune istanze di scarcerazione, tutte rigettate.