Sono partiti stamane gli interrogatori di garanzia a seguito dell'inchiesta della Procura di Vibo e della Dda di Catanzaro, che ha fatto luce, nei giorni scorsi, sulle imposizioni della 'ndrangheta locale ai gestori dell'appalto rifiuti in città. Dinanzi al gip del Tribunale di Vibo si è presentato Domenico Serra, difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Marianna Zampogna. L'indagato ha risposto alle domande del Gip (dott.ssa Ricotti). Deve rispondere della tentata estorsione a Gregorio Farfaglia, risalente al 2018. Quest'ultimo era il referente della ditta che allora gestiva l'appalto della differenziata.

Stamane, dinanzi al gip di Novara, nell'ambito della medesima operazione, è comparso anche Mommo Macrì, boss emergente della 'ndrangheta vibonese, difeso dall'avvocato Francesco Sabatino, attualmente rinchiuso presso la Casa circondariale di Novara al 41 bis e già condannato a 20 anni di carcere nell'ambito del processo Rinascita, con il rito abbreviato. Anche lui deve rispondere di estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell'ambito della stessa operazione. Si è avvalso della facoltà di non rispondere.