Sono iniziati gli interrogatori di garanzia davanti al gip di Reggio Calabria per gli indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Reggio Calabria Domenico Santoro, l'ex deputato del Psdi Paolo Romeo, al quale due giorni fa è stata notificata in carcere, una nuova ordinanza di custodia cautelare, emessa nell’ambito dell’ultima inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Carabinieri, ribattezzata “Mamma Santissima”.

Paolo Romeo

Scena muta dell'avvocato. Per Romeo, già in passato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’operazione “Olimpia”, si sono aperte nuovamente in ingresso le porte del carcere, lo scorso 9 maggio, quanto è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Fata Morgana”, con l’accusa di essere “dirigente di un’associazione segreta” finalizzata al procacciamento di finanziamenti pubblici che avrebbe condizionato l’attività degli enti locali e con particolare interesse alla “ghiotta” partita legata alla “Città Metropolitana”. Il noto, quanto “temuto” avvocato, ha deciso – contrariamente alla altre due operazioni in cui è rimasto coinvolto (dopo “Fata Morgana” anche “Reghion”) - di fare “scena muta”.

Alberto Sarra

Cinque ore di interrogatorio per Sarra. Scelta diversa, invece, per l’ex assessore, già sottosegretario e Consigliere Regionale, Alberto Sarra, accusato proprio con Romeo, l’avvocato Giorgio De Stefano, l’attuale Senatore Antonio Caridi e Francesco Chirico, già dirigente comunale regionale, di far parte della cupola degli “invisibili” che avrebbe mosso per anni, a proprio piacimento, le fila della politica locale. Secondo quanto si è appreso, Sarra avrebbe infatti risposto, per ben 5 ore, alle domande del gip e del pm Giuseppe Lombardo, al quale è ascrivibile l’impianto accusatorio raccolto nella mega ordinanza di oltre 2 mila pagine che può essere definita, una sorta di resoconto dettagliato di oltre un decennio di storia politica della città di Reggio Calabria, all’ombra dei “poteri occulti”. Sembra che Sarra, non vedesse l’ora di parlare con i magistrati reggini, nel tentativo di chiarire la propria posizione e scrollarsi di dosso le pesanti accuse che gli vengono mosse. Dichiarazioni sulle quali adesso dovrà pronunciarsi – per una prima valutazione – lo stesso gip Santoro.

Gli altri interrogatori. Domani, sarà la volta dell'avvocato Giorgio De Stefano, a chiudere il giro di interrogatori, verosimilmente martedì, Francesco Chirico, il quale si trova, a differenza degli altri indagati, agli arresti domiciliari. Un’operazione, così come lasciato intendere dagli stessi inquirenti reggini, non solo destinata a lasciare il segno, ma ad aprire nuovi squarci di un sistema – a quanto pare – profondamente “inquinato”. Uno scenario, delineato in anni di indagini, grazie al contributo dei Carabinieri del Ros e che fa leva oltre che su una mole impressionante di intercettazioni (oltre 540 mila quelle ambientali) anche sulle dichiarazioni di alcuni pentiti, come Antonino Fiume, Nino Lo Giudice e Cosimo Virgiglio, ritenute attendibili dai magistrati reggini.