Il varo della norma avverrà nei prossimi giorni in Consiglio dei Ministri, ma già circola il nuovo schema nazionale. L'area del Tirreno meridionale conterà su sei  approdi. 

Una logica inclusiva. Nella speranza che includere non significhi fagocitare, annullare le identità, inglobare sistemi complessi in modo sommario. Sta per nascere la più grande autorità portuale italiana. Nell'ambito di un nuovo schema nazionale, prenderà forma a breve l'authority del Tirreno meridionale. La bozza decisiva nella quale sembra passata la linea del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio è circolata nei giorni scorsi. E per Calabria e Sicilia ci sono significative novità. Una su tutte le altre: il matrimonio tra Gioia Tauro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Messina e Milazzo.  Il progetto includerà anche i porti di Crotone, Corigliano, Palmi, Villa San Giovanni.

Nuovo assetto. Insomma, si proverà ad unire ciò che i processi naturali hanno diviso nel corso dei millenni. E lo Stretto diverrà il fulcro intorno al quale ruoteranno scali decisamente diversi tra loro, capaci di mettere insieme il traffico dei container e quello crocieristico.  Il nuovo assetto è contenuto in uno dei decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione che arriverà in Consiglio dei ministri tra la data odierna e il prossimo 22 gennaio. In questa delicata materia, infatti, il Governo aveva avuto delega dal Parlamento. Ergo, con l'approvazione in CdM, la riforma sarà operativa.

La concorrenza. La nascente authority portuale si appresta a giocare un ruolo fondamentale sul Mediterraneo dove sarà possibile intercettare i nuovi flussi che deriveranno dal raddoppio del canale di Suez e dall'area del Vicino Oriente.

La posizione della Cgil.  "Lo avevamo detto sette mesi fa e lo ripetiamo adesso: l'accorpamento dell'Autorita' portuale di Messina con quella di Gioia Tauro non è una penalizzazione ma può rappresentare una vera e propria opportunità. Infatti, oltre alla diversa vocazione dei porti che non contrasta con il ruolo e la funzione di Gioia che invece sta subendo una flessione di attività per altri e noti motivi, l'unica Autorità portuale può determinare una nuova politica dei trasporti nell'area dello Stretto facendola diventare centrale non solo nel Mezzogiorno ma anche nel Mediterraneo". Lo affermano in una nota la segreteria calabrese della Cgil e quella di Gioia Tauro.