Uffici giudiziari in affanno a Vibo, Gratteri: "Non c'è tempo da perdere. Il Csm ci aiuti"
Sette giudici pronti a trasferirsi, processi celebrati da magistrati con quatto anni di esperienza sulle spalle e la domanda nasce spontanea: "Nel 2018 chi farà i processi a Vibo"
Una pianta organica debole , dove sette giudici hanno chiesto il trasferimento e i processi si celebrano con due mot (magistrato ordinario in tirocini) o con magistrati con soli quattro o cinque anni di servizio. Il caso di Vibo, emerso durante la convocazione del Csm nella Corte di appello del capoluogo di regione diventa il problema più importante da affrontare per il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri. “Non è più possibile gestire maxiprocessi con 50 e più imputati in tribunali dove la pianta organica è di 15 magistrati. Sto pensando ai processi che stanno per arrivare al tribunale di Vibo e cosa accadrà nel 2018, chi farà i processi a Vibo? Stiamo parlando di processi di ‘ndrangheta di serie A”.
Appello al Csm. Per Gratteri non c’è tempo da perdere : “Io penso – ha concluso – che il Csm debba con urgenza occuparsi del problema Vibo. Contiamo sul vostro aiuto. So che il presidente della Corte d’appello sta monitorando giorno per giorno questa gravissima situazione". Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere Massimo Furciniti: “Sono impensabili i tagli su Vibo dove ci sono delicatissimi processi” e il vicepresidente del Csm Luca Palamara: “I Tribunali dove non c’è la distrettuale sono in sofferenza, bisogna prestare maggiore attenzione, riportando la normalità tra i distretti giudiziari periferici e quelli centrali. Ma per raggiungere l'obiettivo bisogna avere il coraggio di fare riforme".
