A Vibo classe liceale di nuovo insieme 46 anni dopo
46 anni dopo ritrovarsi con la spirito di allora. Probabilmente anche con un pizzico di nostalgia, certamente con la soddisfazione di esserci oggi come allora; con il piacere di ritrovarsi, spinti dalla volontà di rivivere emozioni e ritornare con i ricordi a ripercorrere momenti che hanno segnato indelebilmente un’esistenza. Perché nella vita capita e capiterà ancora di vivere esperienze straordinarie, ma quella della maturità, quella del clima vissuto al tempo del liceo, rimane unica ed indelebile.
Era il 1974, l’allora liceo scientifico di Vibo Valentia non era ancora il Berto che è oggi, ma il clima tra studenti era quello di sempre: carico, intenso, goliardico, dai tratti emotivamente forti. Un clima di cui ci si può rendere conto solo dopo, con il passare degli anni. La mitica V A di quel tempo ha tracciato percorsi stravaganti segnando la vita di ciascuno, ognuno a suo modo realizzando i propri sogni, chi rimanendo nell’ambiente natio, chi trovando fortuna in altri luoghi della penisola; chi ancora in attività e chi, purtroppo, è andato via anzitempo.
Rispondendo alla chiamata, in 17 si sono presentati all’appuntamento organizzato da uno di loro, Franco Sabatino, oggi divenuto proprietario del rinomato 501 Hotel di Vibo Valentia. Nello storico locale, il più suggestivo della città, i saloni del 501 hanno fatto da scenario ad una simpatica rimpatriata con i vecchi compagni della V A. Con loro, anche due professori del tempo, Fiorenzo Restuccia, divenuto poi pure preside dello stesso Scientifico e l’immancabile don Peppino Fiorillo ben conosciuto in tutta la comunità vibonese e guida spirituale a quel tempo del gruppo della V A.
La serata è trascorsa tra i magnifici ricordi di un tempo lontano e la consapevolezza che gli anni passano ma i veri valori quali l’amicizia il rispetto e la stima sono sempre attuali. Con Franco Sabatino a fare gli onori di casa, i racconti, i ricordi si sono intrecciati ripercorrendo speranze, timori, aneddoti vari, riassaporando uno spaccato di vissuto giovanile dal sapore genuino. E come d’incanto, sono tornati prepotentemente a galla entusiasmi mai domati, con lo spirito di quel tempo pur con la nostalgia del momento.
