Allarme sicurezza a Vibo: vandali e criminali aiutati dalle telecamere...spente (FOTO)
Serve una risposta decisa dello stato in una città al momento incapace, sul piano finanziario, di attivare il proprio sistema di videosorveglianza
di TONINO FORTUNA
Una città insicura, nella quale i vandali e la criminalità organizzata continuano a scorazzare con grande libertà, nelle ore notturne ed in quelle diurne, senza trovare significativi ostacoli, senza una significativa opposizione, senza una decisa resistenza dello Stato. Dalle rapine nelle tabaccherie e nelle ricevitorie, passando per i furti nelle abitazioni per finire con gli atti di sciacallaggio che mirano a devastare il patrimonio collettivo, a Vibo Valentia è da mesi un susseguirsi di episodi incresciosi che minano dalle fondamenta la sicurezza dei cittadini.
Gli atti. L'ultimo fatto in ordine cronologico, l'uccisione dei pesciolini poi scaraventati fuori dalla vasca di piazza Municipio e la rottura della fontana sotto i pini della piazza, risale a neppure 24 ore addietro. Forse non sarà il più significativo, forse non intaccherà la coscienza e la sensibilità di tutti, ma costituisce certamente la prova dell'esistenza di una forma di subcultura strisciante che si concretizza in simili gesti. Rebus sic stantibus, il rammarico dei cittadini, l'indignazione dell'amministrazione e della politica non bastano più. Servono decisioni, serve un piano per la sicurezza, è necessaria un'azione mirata, una risposta immediata dello Stato finalizzata a combattere la delinquenza e la criminalità più o meno organizzata non "con un esercito armato alla leggera".
Le telecamere. Uno strumento utile potrebbe essere costituito dal sistema di video-sorveglianza. La città è munita, infatti, di 25 telecamere in dotazione alla Questura. Apparecchiature tutt'oggi disattivate per mancanza delle risorse necessarie alla manutenzione. Troppo corta la coperta di un'amministrazione, pur volenterosa sotto questo profilo, per pensare di poter controllare quanto accade in città attraverso i cinquanta apparecchi esistenti sul territorio.
I proventi delle multe. Per provare a rimetterli in sesto, tuttavia, il sindaco ha annunciato che a breve utilizzerà i fondi provenienti dalle multe per via di un protocollo d'intesa proprio con la Questura. Fondi con cui si potrà garantire la manutenzione delle telecamere. Ma sarebbe pur sempre una soluzione tampone.
L'assenza dello Stato. In questi casi dovrebbe essere lo Stato a doversi muovere in maniera decisa, considerando gli alti rischi a cui è soggetto un territorio costretto a fronteggiare non solo le faide tra le cosche della 'ndrangheta. A proposito, come non rammentare l'importanza delle telecamere in occasione, qualche anno addietro del tentato omicidio Scrugli, nell'ambito di una faida di 'ndrangheta? Come dimenticare il ruolo dell'impianto privato di videosorveglianza nella notte dell'attentato ai mezzi che sostavano sul cantiere dove sono stati avviati i lavori per la costruzione del nuovo teatro? Due esempi di una sterminata congerie che chiariscono come di questo strumento, probabilmente, Comune e Questura non debbano più fare a meno.
