L'ANALISI | La vittoria del centrodestra e l'implosione del Partito democratico
di MAURIZIO BONANNO
Sebbene siano elezioni di secondo livello, ovvero votazioni che coinvolgono solo gli addetti ai lavori, vale a dire sindaci e consiglieri comunali, non c’è dubbio che, soprattutto in una fase confusa come quella attuale, rappresentino comunque un dato politico indicativo.
Il primo può essere definito addirittura storico. Salvatore Solano, sindaco di Stefanaconi e nuovo presidente della Provincia di Vibo Valentia è il primo presidente dichiaratamente di centrodestra che va a ricoprire questa carica da quando la provincia di Vibo Valentia è stata istituita.
Finora erano stati esclusivamente esponenti di centrosinistra, quasi tutti di estrazione centrista per non dire di tradizione democristiana. La prima eccezione era stato Andrea Niglia, perché eletto col sostegno di una parte del centrodestra, ma solo Salvatore Solano è dichiaratamente un candidato dalla coalizione di centrodestra, tra l’altro su espressa indicazione del senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori, che in pochi giorni incassa una doppia vittoria potendo annoverare anche il neo eletto sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, tra gli uomini da lui indicati e che a lui fanno riferimento.
Stando così le cose, rimane da capire quale sia realmente il panorama politico nel territorio vibonese, perché un altro dato appare chiaro e, contemporaneamente carico di incognite. Per l’elezione di Solano, infatti, è stato cruciale il voto compatto della città capoluogo che si è schierata con una forza elettorale che è andata al di là dello stesso centrodestra, pescando cioè voti che in teoria sarebbero di consiglieri comunali di centrosinistra, se non proprio targati PD, un segnale che conferma la totale confusione e profonda spaccatura in cui è ormai ridotto il partito, anche a Vibo Valentia. Antonino Schinella, sindaco di Arena, candidato ufficiale del centrosinistra è stato votato da appena 6 consiglieri comunali della città capoluogo, cinque dei quali lo hanno apertamente dichiarato facendo riferimento ad Antonio Lo Schiavo, leader dei Progressisti. A conferma di ciò, il fatto che dei tre consiglieri provinciali eletti in quota PD nessuno è della città capoluogo.
Inoltre, con l’exploit di Giuseppe Policaro, neo consigliere provinciale primo degli eletti e rappresentante di “Vibo Unica”, torna in un ruolo centrale Stefano Luciano, protagonista nell’ultima stagione di piroette politiche fantasmagoriche (nato politicamente a sinistra avendo esordito in questa veste nella consiliatura D’Agostino, Luciano diventa strategico per l’elezione a sindaco di Elio Costa con la sua lista “Vibo Unica”, quindi, dopo essersi affiancato al centrodestra, entra in rotta di collisione con il sindaco, si dimette da presidente del Consiglio comunale, costringe alle dimissioni gli assessori di suo riferimento e strizza l’occhio al centrosinistra convincendo il buon Enzo De Filippis a rinnegare la propria storia politica familiare e candidarsi alla Camera con la Lorenzin; fallita questa operazione, Stefano Luciano torna nel centrodestra spostandosi addirittura più a destra attraverso un accordo con i sovranisti che a Vibo Valentia hanno nell’ex senatore Bevilacqua e nell’ex consigliere regionale Bulzomì i propri riferimenti).
C’è da chiedersi, a questo punto, quali ripercussioni potrà avere questa tornata elettorale provinciale per l’amministrazione Costa: rappresenta un rafforzamento della maggioranza a sostegno del sindaco di Vibo Valentia? O, paradossalmente, un indebolimento, alla luce di queste alleanze trasversali, certo utili all’elezione di Solano, ma pensate guardando inevitabilmente all’evoluzione del quadro politico nazionale, pur avendo di fatto individuato un proprio leader locale nel senatore Mangialavori?
Un ultimo quesito: quel sesto consigliere comunale di Vibo Valentia che ha votato Schinella chi è? A quale gruppo appartiene? È un PD in crisi di coscienza? È uno della maggioranza che ha voluto lanciare un messaggio, di dissenso o di malessere? E, comunque, perché ha deciso di dissociarsi dagli “ordini di scuderia” ed inserire un nuovo tarlo tra i vari scricchiolii di destra e di snistra?
