'Ndrangheta, clan alla sbarra: in 15 rinviati a giudizio (NOMI)
Sono 15 gli indagati per i quali è stata chiesto il rinvio a giudizio dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta “Thomas”, che nel gennaio del 2020 ha portato all’arresto di tre persone per le ingerenze del clan di ‘ndrangheta Grande Aracri sul Comune di Cutro. Vengono contestati reati a vario titolo, fra i quali figurano: omicidio, concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione di segreto d’ufficio con l’aggravante mafiosa, istigazione alla corruzione, truffa, omessa denuncia da parte di un pubblico ufficiale e accesso abusivo al sistema informatico. Tra le persone rispetto alle quali i magistrati hanno chiesto il processo compaiono i nomi di quattro finanzieri Donato D’Amelio; Giuseppe Condemi; Roberto Triolo; Domenico Ferrara, in servizio all’epoca dei fatti nella città pitagorica. Ma figurano anche imprenditori e collaboratori di giustizia Giuseppe Liperoti e Antonio Giuseppe Mancuso.
I nomi
Si tratta di: Donato D’Amelio, 69 anni, residente a Crotone; Giuseppe Condemi, 61 anni, di Crotone; Giuseppe Greco, 57 anni di Cutro; Roberto Triolo, 58 anni, residente a Crotone; gli imprenditori Rosario Lerose, 65 anni, di Cutro, Domenico Ferrara 61 anni, residente a Crotone, Pietro Lerose, 35 anni, residente a Cutro. I collaboratori di giustizia Giuseppe Liperoti, 42 anni, di Crotone; Antonio Giuseppe Mancuso, 58 anni. E ancora Antonio Mercurio, 56 anni, di Catanzaro, Giuseppe Celi, 45 anni, di Catanzaro, Ivano Lanzo, 45 anni, di Catanzaro; Giovanni Gentile, 57 anni di Lamezia Terme; Carmine Cotruzzolaro, 48 anni, residente a Cutro e Ilario Fazzolari, 64 anni, residente a Crotone.
Fra gli indagati compaiono imprenditori e collaboratori di giustizia, Liperoti e Mancuso, ed anche quattro persone della Guardia di Finanza, ovvero D’Amelio, Triolo, Condemi e Ferrara. In particolare il primo, pur non facendo più parte della Fiamme gialle e non essendo inserito stabilmente nella consorteria mafiosa, avrebbe comunicato notizie al clan coperte da segreto d’ufficio, avendo relazioni con due finanzieri di stanza a Crotone, Triolo e Condemi. Il tutto in cambio di favori personali. Avrebbe così informato nel 2009 Giuseppe Nicoscia, esponente della omonima cosca di Isola Capo Rizzuto, della presenza di una “cimice”; idem a luglio del 2010, quando avvisò il capoclan Giuseppe Vrenna di una misura cautelare ai danni di un imprenditore vicino alla cosca Arena. Nel 2017, poi, aveva ottenuto informazioni riservate su un personaggio collegato alle famiglie Grande Aracri e Arena. Con Triolo e Condemi, infatti, si è informato su delle attività investigative che riguardavano Giuseppe Greco, legato a Carmine Cutruzzolaro vicino ai Grande Aracri, per poi comunicarle ai diretti interessati. I due sopracitati avrebbero offerto così 5mila euro al luogotenente Condemi per “insabbiare” tutto. Triolo, invece, avrebbe abusato del suo ruolo per accedere alle banche dati della Guardia di Finanza.
