Appalti e denaro sporco della ‘ndrangheta: l'inchiesta di Report (NOMI)
L’inchiesta sugli appalti all’Arena di Verona e il denaro sporco della ‘ndrangheta è stata al centro dell'ultima puntata della stagione di Report. A marzo, tre membri della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto sono stati condannati dal GUP distrettuale di Venezia per un sistema di false fatture e sovrafatturazioni collegato alla Eurocompany Group srl, un'impresa con 26,7 milioni di euro di fatturato. Pasquale e Francesco Riillo sono stati condannati a 8 anni, mentre Domenico Mercurio, collaboratore di giustizia dal 2020, ha ricevuto una pena di 2 anni e 8 mesi. Mercurio ha rivelato di aver gestito denaro per finanziare campagne elettorali, indicando specificamente come il denaro fosse diviso tra varie spese e persone coinvolte nella manipolazione degli appalti.
Nicito e l’ascesa politica di Casali
Stefano Casali, non indagato, è entrato in politica con Forza Italia e successivamente con la lista Tosi, ottenendo un forte supporto grazie ai voti portati da Mercurio. Casali ha ricoperto ruoli importanti come assessore e vicesindaco e, nel 2015, è stato eletto in consiglio regionale. Recentemente, è diventato consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Secondo Mercurio, Nicito ha facilitato l’ascesa di Casali tramite un’associazione culturale e politica chiamata Res.
Tosi contro Report
Report ha cercato di capire come nessuno all’interno dell’ente lirico si sia accorto di nulla. Durante il mandato di Flavio Tosi come sindaco di Verona (2007-2017), la Eurocompany ha vinto tutti gli appalti dell’Arena di Verona. Giorgio Chiavegato, amministratore della Eurocompany, è accusato di aver agevolato la ‘ndrangheta tramite false fatturazioni e altri reati fiscali. Chiavegato ha affermato che Tosi era al vertice del “Sistema Verona” e ha dichiarato di aver contribuito alle campagne elettorali di Tosi.
Risposta alle accuse
Tosi ha respinto le accuse, definendo Report un programma di "diffamatori seriali". Ha sostenuto che Mercurio è stato dichiarato inattendibile in diversi tribunali, contrariamente a quanto affermato dai magistrati che lo considerano invece attendibile. La Sovrintendente della Fondazione Arena, Cecilia Gasdia, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sull'accaduto.
