Quanto sono affidabili i test rapidi? Se risultano positivi, l'Asp viene informata dai laboratori privati? Un esito negativo vuol dire "liberi tutti"? Mentre l'Italia si appresta ad approvare il vaccino anti Covid, che verrà distribuito in un primo momento alle categorie più fragili o esposte, i test non molecolari - il cui risultato arriva in meno di 24 ore - stanno diventando un ottimo strumento di prevenzione e screening della popolazione. Sono però tanti i dubbi apparentemente senza risposta, dalla loro affidabilità alla comunicazione tra strutture private e il dipartimento di Prevenzione delle Asp. Per fare chiarezza abbiamo deciso di dare la parola agli esperti, parlando con i medici di due noti laboratori privati vibonesi.

Obbligo di comunicare all'Asp i positivi. "Quando il paziente arriva gli viene fatto firmare un consenso - spiega ai nostri microfoni il dottor Sergio Pacetti, direttore tecnico del laboratorio Nusdeo - in cui viene informato dell'obbligatorietà, da parte nostra, di comunicare all'autorità sanitaria eventuali positività". Nel caso in cui dal test rapido uscisse un risultato positivo, infatti, il laboratorio ha l'obbligo di informare il potenziale contagiato di restare a casa e, immediatamente, "viene avvisato il dipartimento di Prevenzione - gli fa eco la dottoressa Giuseppina Torcasio, del laboratorio Salus - e di solito viene richiamato il giorno dopo per effettuare un tampone molecolare".

Come funzionano i test rapidi. Con il tampone molecolare, quello che dà un risultato per così dire "ufficiale" - ci spiega il dottor Pacetti - viene fatta "un'indagine di biologia molecolare, viene cercato l'Rna del Covid 19". In altre parole: "Si chiedono i documenti al virus". "Il test rapido è invece antigenico - continua - ovvero si cerca un antigene proteico collocato sulla capsula esterna del virus: è un antigene comune a tutti i virus appartenenti alla famiglia dei Sars-Cov, non mi dà la certezza che sia il Covid 19. Per questo, se positivo, bisogna poi capire se è un banale virus anche influenzale o è il Covid 19". Ci possono essere falsi negativi? "Questo rischio c'è - ha risposto la dottoressa Torcasio ai microfoni di Zoom24 - come in tutti gli esami di laboratorio. Ma la specificità è del 99,4%, quindi hanno una certa affidabilità. E di questo abbiamo anche il riscontro perchè su 214 test rapidi positivi, che abbiamo effettuato, sono 209 quelli poi risultati positivi anche al tampone molecolare".

Un test negativo non significa "liberi tutti". Nel caso in cui il test rapido risultasse negativo è comunque sempre necessario fare attenzione, mantenere le distanze, utilizzare la mascherina e disinfettare le mani, "perchè il test è negativo in quel momento". "Abbiamo avuto anche casi in cui il paziente era negativo in quel momento, tornato dopo 5-6 giorni era positivo" evidenzia la dottoressa Torcasio, ricordando che è necessario effettuare il test 4-5 giorni dopo aver avuto contatti con soggetti contagiati. "C'è un problema che non possiamo ignorare - ricorda, in conclusione, anche il dottor Pacetti - stiamo parlando di un virus: un paziente che è negativo esce fuori e potrebbe prenderlo". Per avere la certezza assoluta, insomma, il test "dovremmo farlo ogni quarto d'ora".