"Michele Palumbo - che era il referente criminale di Pantalone Mancuso alias 'Scarpuni' ma era una sorta di factotum - all’interno del Cin Cin Bar di Vibo mi propose, per conto di Peppe Scopelliti che era candidato alla Regione Calabria, di raccogliere un po’ di voti per conto suo perché la ‘ndrangheta aveva fatto fronte comune per farlo eleggere". A parlare, nel corso del maxi processo Rinascita Scott, è l'ex boss di Vibo Valentia Andrea Mantella, collaboratore di giustizia dal 2016. Interrogato dal pm della Dda di Catanzaro, Andrea Mancuso, ha tirato in ballo anche l'ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, che non è indagato o imputato e completamente estraneo all'inchiesta Rinascita (e le cui vicende giudiziarie non hanno mai riguardato reati di mafia).

"Ho preso accordi forse per 100-150 voti".
"Io chiaramente mi resi disponibile - continua il racconto di Mantella - attraverso dei voti pagati. Ho preso degli impegni per... non ricordo... mi sembra per 100-150 voti, e io dovevo valutare bene a chi potevo rivolgermi come rappresentante di una famiglia grande che a sua volta aveva delle amicizie". A quel punto, spiega, "ho pensato a Domenico Camillò, alias 'Mimmo Mangano', che aveva a disposizione una famiglia numerosissima e aveva lavorato per molti anni nell’ospedale di Vibo Valentia". Lo stesso Camillò di cui, nel corso dell'esame nell'aula bunker di Lamezia, aveva parlato come "rappresentante della cosca Pardea Ranisi, una famiglia di 'ndrangheta storica che operava a Vibo Valentia".

"50 euro a voto".
"Mi interfaccio con lui personalmente - continua ancora il collaboratore di giustizia - che mi disse ‘si come no Andreccuio, vediamo’. Gli ho detto 'zio Mimmo basta che mi garantite dei voti, io non ne voglio sapere nulla (perché a me interessavano solo i soldi), vi do 50 euro a voto', e così abbiamo fatto questo accordo. Non so se gli ho dato 10 o 15mila euro con cui lui ha pagato i voti. So che io con quei soldi che gli ho dato me ne lavai le mani e, per me, ho trattenuto l’altra metà della somma".

Era in corso la "preparazione elettorale".
Il periodo di cui sta parlando, evidenzia, "era il 2008 quando ero a Villa Verde, era già in atto la preparazione elettorale nei riguardi di Scopelliti, eravamo a inizio 2008 e siamo arrivati al 2009. Quando andavo ogni fine settimana in permesso da Cosenza a Vibo Valentia svolgevo regolarmente attività ndranghetistica. Lo stesso Domenico Camillò, alias 'Mangano', quando ero impossibilitato veniva anche lui a Cosenza a trovarmi".