La Regione Calabria, attraverso l’assessorato al Welfare, spiega le motivazioni della presunta esclusione del Comune di Rosarno dall’avviso promosso nell’ambito del progetto Supreme Italia, nato dalla collaborazione tra 5 regione del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) con l’intento di promuovere azioni di contrasto allo sfruttamento lavorativo e il cui valore complessivo è pari a 33 milioni di euro.

"Nella gestione delle risorse assegnate alla Regione Calabria - si legge nella nota diffusa dall'assessorato - ci si è scrupolosamente attenuti alla normativa in materia di affidamento dei servizi, improntata ai principi di trasparenza, economicità e parità di trattamento. In ogni caso, nella consapevolezza dell’importanza del coinvolgimento maggiore possibile degli enti locali dell’area, il Comune di Rosarno – già destinatario di un finanziamento di 3 milioni con la precedente programmazione comunitaria (Pisu e Fesr 2007/2013) per la realizzazione di alloggi per gli immigrati è stato invitato per due volte (giuste note del 2 e 9 dicembre 2020) a rimodulare il progetto su un finanziamento di 639.321,14 euro con particolare attenzione alle attività non incluse già nel sopra citato finanziamento della precedente programmazione, comunque nel rispetto della tempistica imposta dalla Commissione europea. Tuttavia - prosegue la nota - il Comune ha ritenuto di non poter accettare la proposta, rappresentando l’insussistenza delle condizioni per l’accoglimento della stessa"