"Imponimento", confermata la scarcerazione per uno degli imputati
La Seconda sezione penale del Tribunale di Catanzaro ha confermato la scarcerazione di Vincenzo Cutrullà, 60 anni, di Pizzo, difeso dagli avvocati Giovanni Vecchio e Santo Cortese, nell'inchiesta Imponimento. Non sussiste -secondo i giudici -la gravità indiziaria alla quale si era appellato il pubblico ministero che aveva impugnato il provvedimento emesso dal Gip. Per il pm della Direzione distrettuale antimafia, l'imputato sarebbe stato in diretto contatto con i vertici del sodalizio 'ndranghetista degli Anello-Fruci, consentendo a quest'ultimo di mantenere l'autonomia sul territorio. Invece, "è possibile ravvisare -spiega la sentenza -soltanto alcuni contatti teelefonici e un solo episodio certo in cui Monteleone contatta Cutrullà per rintracciare il figlio di Franco Di Leo, per il ritrovamento di alcune cartucce". Un altro episodio sarebbe relativo al furto di un trattore subito dal padre di Vincenzo Cutrullà, per il quale l'imputato si sarebbe rivolto a Vincenzino Fruci. Infine, il pm segnalava che Cutrullà avesse intrattenuto rapporti con il capocosca Anello. Elementi non sufficienti per il collegio per ritenere sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in merito alla partecipazione dell'imputato alla cosca Anello.
