La Consulta si è invece riservata la decisione sul ricorso principale proposto da Wanda Ferro il cui esito arriverà tra un mese

La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso presentato dalla Democrazia Cristiana contro la legge elettorale regionale dichiarandolo inammissibile "per carenza d'interesse" e confermando, di fatto, l'esito delle ultime elezioni regionali, che hanno visto prevalere la coalizione che sosteneva l'attuale governatore Mario Oliverio. Scongiurato, quindi, ma solo per ora e solo in relazione al ricorso della Dc, il rischio di dover tornare al voto.

Il ricorso e il dibattito si erano animati dopo la sentenza sulla legge elettorale abruzzese, avvenuta in regime di "prorogatio", lo stesso con cui si è andati alle urne nella nostra regione. Alle scorse elezioni in Calabria, infatti, si è votato sulla base di una legge elettorale emanata da un Consiglio regionale "in prorogatio", cioè dopo le dimissioni dell'allora presidente della giunta regionale, Giuseppe Scopelliti. E quei "limiti connaturati all'istituto della prorogatio" si presuppone possano essere stati travalicati in Calabria. Per la Regione Abbruzzo, infatti, la Corte Costituzionale ha già stabilito che in regime di prorogatio si possono varare solo norme di "ordinaria amministrazione" e fra queste la Consulta non ha ritenuto di farvi entrare il varo di leggi elettorali.

Arriverà invece tra 30 giorni la sentenza in merito al ricorso presentato dall'esponente di Forza Italia, Wanda Ferro, candidata sconfitta alle scorse elezioni, che reclama un posto nell'assise regionale. Si tratta del ricorso principale contro la legge elettorale calabrese - quello sulla mancata nomina di Wanda Ferro in Consiglio regionale - lo stesso è stato trattenuto dalla Corte Costituzionale per la decisione. Wanda Ferro è rappresentata dinanzi alla Consulta dall'avvocato Francesco Saverio Marini.

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