La maggior parte degli imprenditori possiede un livello di istruzione medio-alto. Ben 9 soggetti attivi su 10 non fanno parte di alcuna rete di impresa. Significativa la fetta dei giovani capi d’azienda che alimenta il proprio know-how. Ancora poco significativo, invece, l’impiego del web e degli strumenti social per fare impresa. È quanto emerge dal consueto rapporto annuale BCC Mediocrati-Demoskopika sull’andamento dell’economia locale e che traccia un profilo dell’imprenditore medio, almeno nel cosentino, definendo “giovane, preferibilmente laureato, con una buona conoscenza del settore di attività,predisposto al rischio, decisionista, creativo e consapevole dell’importanza della formazione sua e del personale per ‘stare”’ sul mercato. Un identikit che comincia a segnare il passo del mercato economico locale per uscire dalla crisi, che cerca di fare breccia su un’offerta imprenditoriale attualmente ancorata a strategie tradizionali e poco predisposta ad aggregarsi: “scarsa conoscenza delle lingue, insignificanti investimenti in ricerca e sviluppo, poca voglia di innovare e di fare rete, utilizzo ancora insufficiente di internet per penetrare nuovi mercati”, spiega il rapporto di Demoskopica. (ANSA)

Rapporto Economia e cultura d'impresa