Si è arricchito di nuovi, determinanti capitoli il processo a carico di Pantaleone Mancuso, alias "l'Ingegnere", e del figlio Giuseppe Salvatore Mancuso. Dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro (presieduta dal giudice Battaglia, a latere Giglio e Ciriaco), si è celebrata una nuova udienza del giudizio di rinvio, scaturito dall’annullamento con rinvio pronunciato dalla Corte di Cassazione in merito al duplice tentato omicidio ai danni di Romana Mancuso e del figlio Giovanni Rizzo.

Giuseppe Salvatore Mancuso e Pantaleone Mancuso alias “l'ingegnere”

Il dibattimento odierno ha visto al centro dell'attenzione le dichiarazioni di Roberto Cuturello e Giulia Tripodi. Entrambi i testimoni, sentiti in aula, hanno negato con fermezza di aver mai fatto confidenze alla testimone di giustizia Ewelina Pytlarz, le cui precedenti dichiarazioni costituiscono uno dei pilastri dell'impianto accusatorio riguardante l'agguato alla sorella del boss Luigi Mancuso.

Successivamente, la parola è passata al collaboratore di giustizia Pasquale Alessandro Megna. Dopo aver risposto alle domande poste dal procuratore generale Raffaella Sforza, Megna è stato sottoposto a un serrato controesame da parte degli avvocati difensori, Francesco Sabatino e Francesco Capria.

I legali hanno duramente contestato la ricostruzione dei fatti offerta dal collaboratore, evidenziando numerose contraddizioni e sottolineando passaggi che non sarebbero mai emersi nei precedenti verbali. In particolare, le difese hanno puntato il dito su alcuni dettagli inediti riferiti oggi da Megna, il quale ha dichiarato di aver discusso dei fatti oggetto del processo anche con Giovanni e Pantaleone Rizzo.

Proprio alla luce di queste nuove dichiarazioni, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento istruttorio. È stato quindi disposto il rinvio dell'udienza al 19 giugno 2026, ordinando contestualmente la citazione dei fratelli Rizzo per fare piena luce sulle circostanze emerse durante il dibattimento.