Un lieto fine che sa di miracolo, o forse di un profondo ripensamento nato dal peso di un gesto inaccettabile. A poco più di ventiquattro ore dalla denuncia di un brutale furto sacrilego, la comunità parrocchiale della Sacra Famiglia, nel rione Mazzagatti del Villaggio Eranova, può finalmente riabbracciare i suoi simboli più cari. La campana e il crocifisso, trafugati in due raid distinti, sono stati ritrovati ieri, abbandonati proprio sul retro dell’edificio sacro.

La vicenda aveva scosso profondamente Gioia Tauro. Per due notti consecutive, ignoti avevano profanato la chiesa: prima sradicando la campana dal campanile — gettandola rovinosamente in strada per poterla portare via — e poi rubando un crocifisso ligneo, rimasto purtroppo danneggiato con la rottura di un braccio durante la fuga. Un atto che il parroco, don Giovanni Gentile, e il sindaco Simona Scarcella avevano subito condannato con un appello accorato, chiedendo ai responsabili di comprendere l’enorme danno morale inflitto a un intero rione.

La mobilitazione è stata immediata. Mentre la Polizia di Stato avviava le indagini, la pressione della comunità si è fatta sentire, portando probabilmente i malviventi a desistere dal rivendere o distruggere gli oggetti sacri. Il ritrovamento è avvenuto grazie ad alcuni residenti che hanno notato i due manufatti lasciati incustoditi in prossimità della chiesa.

«Una bellissima notizia per tutti noi», ha commentato il parroco dopo aver avvisato le autorità. Il sindaco Scarcella ha espresso il suo sollievo con un messaggio pubblico: «Grazie alla Polizia di Stato per il grande lavoro svolto. Troveremo i fondi necessari per restaurare il luogo di culto e riparare i danni subiti». Il crocifisso, simbolo di una comunità che non si è arresa al degrado, sarà presto affidato alle mani di esperti restauratori per tornare al suo antico splendore, mentre la campana tornerà a segnare, con il suo rintocco, la rinascita di Eranova.