«Vile chi colpisce i morti»: la risposta del sindaco Massa dopo lo spregio alla tomba del padre
Il primo cittadino di Vazzano rompe il silenzio dopo il proiettile lasciato al cimitero: «Colpire un genitore scomparso è un atto ignobile, ma non arretrerò di un solo passo»

Un messaggio di morte lasciato nel luogo del riposo eterno, un proiettile adagiato sulla lapide di chi non c’è più per colpire chi, oggi, rappresenta le istituzioni. È un’intimidazione dai contorni sinistri e spietati quella che ha colpito Vincenzo Massa, sindaco di Vazzano, la cui famiglia è stata violata nel profondo degli affetti più cari.
Il fatto si è consumato nel primo pomeriggio di domenica. A fare la macabra scoperta è stata la sorella del sindaco, recatasi al cimitero comunale per un momento di preghiera sulla tomba del padre, scomparso nel 2015. Sul sepolcro, la donna ha notato una busta sospetta: all’interno, senza alcun biglietto di rivendicazione o spiegazione, era stato riposto un proiettile. Un silenzio eloquente, tipico dei codici criminali più arcaici e violenti.
Dopo la segnalazione immediata, sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Vazzano, che hanno sequestrato il reperto e avviato i rilievi per risalire agli autori di un gesto che ha scosso l’intera provincia di Vibo Valentia.
Nonostante il dolore, il sindaco Enzo Massa ha scelto di rispondere pubblicamente con una nota carica di dignità e fermezza. «Scrivo queste parole con profonda amarezza e con un dolore difficile da descrivere», ha esordito il primo cittadino. «Colpire il ricordo di un genitore scomparso significa oltrepassare ogni limite umano e morale. È un atto ignobile che ferisce me, la mia famiglia e l’intera comunità civile».
Massa ha poi chiarito che l'intento di chi ha posizionato quel proiettile è destinato a fallire: «A chi pensa di intimidirmi attraverso gesti codardi e meschini voglio ribadire che non arretrerò di un solo passo. Continuerò a svolgere il mio ruolo con trasparenza e determinazione, nell’esclusivo interesse dei cittadini. La paura non può e non deve prevalere».
Mentre i militari dell'Arma indagano per individuare responsabili e il possibile movente, una pioggia di solidarietà ha travolto il borgo vibonese. Massa ha voluto ringraziare sentitamente le Forze dell’Ordine, i colleghi sindaci, la sua maggioranza, l'opposizione e i rappresentanti di Regione e Governo che hanno fatto quadrato attorno alla sua figura.
«Le istituzioni si difendono con la presenza, con il coraggio e con il rispetto della legge», ha concluso il sindaco trasformando un momento di profondo dolore personale in un manifesto di resistenza civile per tutto il territorio.
