Vibo, caso avviso ex art. 90: revocata la selezione pubblica per far posto alla scelta fiduciaria
La consigliera Nesci attacca l’assessore Talarico: "Le rassicurazioni date in Commissione sono state smentite dai fatti. Restano dubbi sul reale coordinamento tra assessore e sindaco"
Il Comune di Vibo Valentia finisce nuovamente sotto la lente d’ingrandimento per la gestione del personale e, in particolare, per la sorte dell’avviso pubblico ex art. 90 del TUEL, pubblicato lo scorso 5 marzo 2025 per il reclutamento di una figura da destinare allo staff del sindaco. La vicenda ha trovato il suo epilogo formale nella determina n. 2216 dello scorso 4 settembre, con la quale l’ente ha decretato l’archiviazione definitiva della procedura di selezione.
A fare luce sui retroscena è stata la consigliera comunale Maria Rosaria Nesci che, nel corso dell’ultima seduta della commissione consiliare, ha incalzato l’assessore al Personale, Marco Talarico, ottenendo chiarimenti che confermano quanto da lei stessa ipotizzato mesi fa.
Secondo quanto emerso dagli atti, la decisione di revocare l’avviso pubblico è motivata dall’istituzione dell’Ufficio di Gabinetto e dalla contestuale nomina fiduciaria del Capo di Gabinetto. La determina chiarisce in maniera inequivocabile che, a seguito di tali passaggi, è “venuta meno la necessità giuridica e fattuale” di proseguire con la selezione pubblica, la quale, è bene ricordarlo, non aveva portato ad alcuna fase operativa di valutazione dei candidati nonostante la scadenza dei termini.
La consigliera Nesci non ha risparmiato stoccate all’assessore Talarico, ricordando come, tra fine maggio e inizio giugno, lo stesso esponente della giunta avesse garantito in sede istituzionale che l'iter si sarebbe concluso entro giugno con l'effettivo reclutamento.
Una promessa che si è scontrata con la realtà dei fatti, portando la consigliera a commentare duramente l'evoluzione della vicenda: "La determina oggi adottata dimostra che la procedura non è mai giunta a conclusione ed è stata revocata perché, nelle valutazioni dell’Amministrazione, non vi era più la necessità di procedere al reclutamento mediante avviso pubblico, essendo stata privilegiata la nomina fiduciaria del Capo di Gabinetto".
La vicenda, oltre agli aspetti amministrativi, solleva un’evidente questione di tenuta politica. Nesci, già all'epoca, aveva espresso forti riserve sull’esito dell’avviso, parlando in Commissione di un "procurato aborto" della procedura, nel caso in cui il Sindaco avesse virato su una diversa scelta politica, o di un "aborto spontaneo" dovuto a carenze di fondi.
Il dubbio che oggi la consigliera pone all'opinione pubblica riguarda la coesione interna all'esecutivo: "Se l’assessore al Personale aveva rassicurato la Commissione circa la conclusione della procedura entro il mese di giugno, mentre gli atti dimostrano che la scelta dell’amministrazione è stata quella di superarla con una nomina fiduciaria, appare legittimo interrogarsi sul livello di conoscenza dell’assessore rispetto agli effettivi orientamenti del sindaco".
Una domanda, quella della consigliera, che resta aperta e che apre uno squarcio sul rapporto tra gli organi politici di Palazzo Luigi Razza.
