Coronavirus e scuole, monta la polemica a Pizzo: i genitori chiedono i dati
Continua la polemica a Pizzo in ordine alla riapertura delle scuole. I genitori hanno più volte chiesto al commissario la chiusura delle scuole onde evitare la propagazione dell'infezione e oggi ribadiscono: "Purtroppo nessun effetto ha sortito l'accorato appello che la comunità napitina ha rivolto al commissario Reppucci; nonostante non siano stati forniti dati ufficiali in merito alla situazione epidemiologica del nostro paese, si è ritenuto sufficiente uno screening parziale e poco esaustivo (considerato il fatto che i tamponi cosiddetti 'rapidi' sono stati dichiarati poco attendibili nell' individuazione della variante Omicron e per questo stesso motivo si è registrata una scarsa adesione a tale tipo di test), lavandosene le mani come Ponzio Pilato".
" È cosa nota che i contagi sono in costante aumento -proseguono i genitori-, manca solo l'ufficialità di tale situazione. Eppure tanti sindaci che vivono la medesima situazione di incertezza nei conteggi hanno preso la situazione in mano, mettendo al primo posto la salvaguardia dei loro concittadini. La stessa Asp di Vibo ha ammesso di non avere i numeri perché in affanno. Ma è la stessa Azienda Sanitaria che quotidianamente fornisce i dati alla Regione, il cui ultimo bollettino, risalente alla giornata di oggi, da 5228 casi attivi nella nostra provincia. Possibile che non si sappia come sono distribuiti nel territorio questi soggetti positivi?
Questa domanda la rivolgiamo direttamente alla dirigenza Asp, visto che tutto dipende dai numeri, come per il gioco al lotto, senza di essi come si può ragionare seriamente su tutto il resto? Dobbiamo dedurre che tutto è preso alla leggera, senza avere contezza di nulla, mettendo seriamente a rischio la salute dei nostri figli, che lunedì dovrebbero rientrare a scuola come se nulla fosse.
"L'ultimo report epidemiologico aggiornato al 6 gennaio e pubblicato dalla Regione - continuano - conferma il netto incremento nel numero dei nuovi casi confermati e del numero dei casi attualmente positivi che unitamente ad altri fattori hanno determinato la proroga della zona gialla per tutto il territorio nazionale, uno scenario, si legge, che nelle prossime settimane potrebbe evolvere in ulteriori peggioramenti. E qui sorge spontanea un'altra domanda: se la situazione nelle scuole dovesse precipitare la responsabilità di chi è? La risposta è semplice: di chi non ha fatto nulla per evitarla!"
