Si è svolta sabato linaugurazione dellanno accademico presso lIstituto di Criminologia di Vibo Valentia, tra gli ospiti, il ministro calderoli, per un intervento sullautonomia differenziata.

Come Osservatorio Civico CittaAttiva prendiamo le distanzepubblicamente nei confronti di questa scelta, dal nostro punto di vista assolutamente inopportuna, visto che proprio calderoliè il promotore di una legge fortemente contestata perché chiaramente penalizzante nei confronti del Mezzogiorno: abbiamo già avuto modo di esprimere pubblicamente il nostrodissenso nei confronti di questa legge, ritenendola: una dichiarazione di guerra economica e sociale nei confronti di tutto il Sud Italia.

La presenza di calderoli a Vibo, chiamato a spiegare a degli studenti il roseo futuro che ci riserverà lapplicazione di quella legge, è unoffesa alla nostra intelligenza, e non prevedere uncontraddittorio e nemmeno la possibilità di porre domande, nemmeno da parte di coloro che si erano regolarmente registrati allevento, su un argomento così importante per il Sud, ha dato la sensazione dellennesima forma di svilente genuflessione davanti al potere, anche quando mostra il suo lato peggiore.

Abbiamo cercato allinizio di intervenire per chiedere innanzitutto quali interventi ha previsto il Governo per aumentare loccupazione al Sud, dove lavora una persona su quattro, richiamando anche il dramma dellemigrazione: unemorragia sociale che sta lentamente uccidendo la Calabria, Maria Rosaria è con noi ed è venuta da Diamante per protestare e per denunciare che lei, insieme a tantissimi altri, è vittima dellemigrazione che le ha smembrato la famiglia, privandola della gioia di poter vivere vicino ai suoi figli e di vedere crescere il suo nipotino.

Forse in tanti ancora non si sono accorti che stiamo per arrivare al capolinea, con lultimo treno, perché a partire adesso sono i figli unici, con un biglietto di sola andata La Calabria sta morendo, e se per fermare quei treni è necessario gridarlo in faccia a calderoli, anche infrangendo qualche regola, affinché la finisca di portare avanti leggi suicide, siamo pronti a farlo, non una, ma cento volte ancora, perché in quel momento stiamo difendendo i nostri figli e tutti i figli del Sud, che hanno il sacrosanto diritto di poter restare, trovando qui, nella Terra dove sono nati, le stesse opportunità che offre il centro-Nord. Diritto da sempre negato ai giovani del Sud e che quella legge tenta di cancellare per sempre, introducendo una nuova forma di razzismo e di discriminazione, basata sul concetto di residenza, assegnando più soldi alle regioni ricche, sulla base di un fantasioso concetto leghista di residuo fiscalecollegato ai territori e non ai singoli cittadini che pagano uguali tasse in tutta Italia, ma che non usufruiscono degli stessi servizi.

Iniziato il monologo, che è sembrato più di pura propaganda, calderoli, ancora sofferente per gli schiaffoni ricevuti dalla Corte Costituzionale che ha rispedito al mittente quella vergognosa legge, dichiarandone incostituzionale lanima e facendo ben intendere che quel concetto di autonomia differenziata non è prevista in Costituzione, ma esiste solo nei sogni dei leghisti, ha iniziato come un disco rotto a raccontare la solita storiella di quanto sono bravi loro al Nord, e di quanto siamo incapaci noi al Sud, che non sappiamo utilizzare le risorse che ci arrivano, i soliti luoghi comuni, del resto era impossibile aspettarsi qualcosa di diverso, peccato non aver potuto esibire una cartina, redatta qualche anno fa dalla Sose, una Società creata dalla Banca dItalia e dal Ministero dellEconomia e delle Finanze, che dimostra con chiarezza che la Calabria nellefficienza della spesa è verde, anche più verde della Lombardia, e che diventa rossa quando si valuta lefficienza nel livello dei servizi e non è difficile comprendere la ragione di questo drastico cambio di colore: il motivo è dovuto al fatto che arrivano pochissismi soldi al Sud, grazie ad unaltra legge, sempre a firma calderoli, sul federalismo fiscale, che legittima lapplicazione del vergognoso principio della spesa storica, che penalizza fortemente i Comuni del Sud, al punto da arrivare ad assegnare soli 6 euro pro capite per il Comune di Vibo Valentia per i servizi sociali, 246 a Bologna e 183 a Milano.

Tutto si è svolto quindi secondo copione, scontato, monotono, noioso al punto tale che per fortuna molti dei ragazzi presenti, si sono spesso distratti guardando qualcosa di più interessante sul telefonino, sottraendosi in maniera inconsapevole, allennesima lezione di educazione alla minorità’.

La mancanza di un contraddittorio ha impedito di ricordare tante cose a calderoli, innanzitutto che la predica non può arrivare certo dal suo pulpito riguardo la gestione dei soldi, perché altrimenti dovrebbe innanzitutto spiegare che fine hanno fatto i 49 milioni magicamente spariti dalle casse del suo partito e avrebbe anche dovuto darci le giuste spiegazioni sul Mose, un concentrato di tangenti e corruzione, e sui tantissimi sprechi del Nord, giusto per fare qualche esempio: la pedemontana lombarda e quella veneta, con un buco tale nei conti da tentare in extremis di trovare per questultima unescamotage per addossare le perdite allo Stato, caricandole quindi sulle spalle di tutti i contribuenti italiani, calabresi compresi.

Avremmo potuto parlare anche del Tav, uno spreco di soldi pubblici che serve per risparmiare 15 minuti nel trasporto delle merci, ma anche del terzo valico dei Giovi, il terzo, appunto, anche lì per risparmiare una manciata di minuti.

Dallaltro lato avrebbe dovuto spiegarci come mai lAutostrada del Sole si è fermata a Napoli e lAlta Velocità a Salerno, visto che come sappiamo, in Italia paghiamo tutti le stesse tasse, ed avrebbe anche dovuto spiegare perché per la costruzione del Ponte sullo Stretto, Sicilia e Calabria devono contribuire destinando una parte dei Fondi di Coesione, risorse che si badi bene, devono essere aggiuntivema non lo sono mai state, perché di fatto hanno sempre sostituito quelle ordinarie, e non si sono mai sommate ad esse, tant’è che il pacchetto completo, non ha mai superato il 28% di risorse al Sud, molto meno quindi di quel 34% di risorse ordinarie che ci spetta di diritto in base alla popolazione, ed a cui dovrebbero aggiungersi, appunto, i fondi europei. Ciò determina un ammanco nelle casse del Sud di circa 60 miliardi lanno.

Non posso credere, vista la sua lunga esperienza parlamentare, che il ministro non sappia queste cose, certificate anche dai Conti Pubblici Territoriali.

Un capitolo a parte meriterebbe la sanità, che ci teniamo a sottolineare in Calabria è commissariata dallo Stato da 15 anni, e quindi ha avuto modo di dimostrare ampiamente la propria totale incapacità.

A calderoli avremmo voluto chiedere anche le ragioni per cui le risorse del Fondo Sanitario Nazionale vengono ripartire in base al criterio della popolazione pesata per età, cioè più a lungo vivi, più soldi ti do, e siccome al Sud muori prima, perché hai un sistema sanitario che non ti garantisce equità nellaccesso alle cure e ti costringe ai viaggi della speranza, riceverai meno soldi da investire nella sanità, del resto sei del Sud e la tua vita, si sa, in questo Paese profondamente ingiusto, vale molto di meno: e quindi 1.671,06 pro capite ai calabresi, 2.410,89 ad un emiliano,  2.190,90 ad un veneto ed 2.004,76 ad un lombardo, in spregio ai principi di equità ed uguaglianza.

Comunque, terminato il monologo, il finale è stato anche peggiore, perchè calderoli se n’è scappato, evitando di incontrarci alluscita, con delle finte tra lentrata principale e quella secondaria, preferiamo non considerarlo un atto di codardia, ma lo prendiamo come un segnale fortemente positivo: la Calabria che alza la testa, fa paura!” Così in una nota l’Osservatorio civico Città attiva  (Daniela Primerano, Francesca Guzzo, Ornella Grillo)