A sviscerare i temi, nella loro ultima fatica, Giulia Fera e Francesco Testa. Il romanzo socio-psicologico e antropologico si sofferma sul tema dell'immigrazione in un territorio usurpato

Storie di vita e di cronaca, personaggi elaborati dalla fantasia degli autori che diventano figure concrete, si vivificano nelle scene ambientate a Punta Pezzo, piccolo lembo di terra, situato a Villa San Giovanni. Questo e tanto altro è Veleni&Verità, il romanzo socio-psicologico e antropologico di Giulia Fera e Francesco Testa. Un'opera che getta lo sguardo su un borgo di pescatori, in una notte di settembre, con il mare in burrasca, che vede tanti sbarchi e restituisce corpi privi di vita.

La storia che verrà presentata il prossimo 19 aprile nella Biblioteca nazionale di Cosenza, si prefigge di raccontare le vicende drammatiche di tante persone disperate che cercano nuovi approdi in un territorio usurpato, trasformato in un campo contaminato di odio e veleni. C'è il mare a fare da cornice al racconto di vicende emblematiche, a svelare personaggi, a porre interrogativi. Un caleidoscopio di sensazioni e sentimenti vissuto dai protagonisti della vicenda. Su tutti gli altri svetta Greta, la giovane ricercatrice, amante del sapere e della conoscenza, innamorata del suo Tommaso. Non una relazione semplice quella dei due giovani, ma un rapporto che si trascina dietro i dubbi e talvolta i dolori di un amore immaturo. C'è poi Abeba, una sorta di sciamana arrivata dall'Africa; una donna che si relaziona a modo suo, con la sua soggettività e la sua spiritualità, con la nuova terra. Il suo approccio naturalistico si esemplifica nella miscela di bevande e di infusi di saggezza che portano conforto e, nel contempo, chiariscono i dissapori della coppia. Abeba, il suo nome, è un ponte tra culture che si intrecciano e si fondono con un chiaro obiettivo all'orizzonte: l'integrazione.

Il romanzo offre, inoltre, una serie di spunti di riflessione, si sofferma sulle disavventure di migliaia di persone che hanno viaggiato in alto mare, superato ogni tempesta, per sfuggire al dolore e ad un destino segnato. E la Calabria? Sul suo paesaggio opimo di colori, carico di frutti, eminentemente solare fanno da sfondo crimini efferati di chi è assetato di potere, ma la punta dello Stivale diviene pure, per molti, luogo d'amore e di speranza. Il romanzo è anche una spirale di eventi, dialoghi, interrogativi, tormenti amorosi e conflitti, dipanati abilmente da Abeba, attraverso uno strumento efficace, quanto universale quale l’amore. La sua abilità a interloquire, diventa una comunicazione potente, capace di veicolare e mettere in risalto le forze e le debolezze umane. In modo trasversale crea spunti di riflessione per tutti i partecipanti alla scena.

Dopo le pubblicazioni di “Il Canto nel Vento”(2015) e “Aironi di carta”(2017), Giulia Fera e Francesco Testa con Veleni&Verità hanno posto sotto la lente d'ingrandimento le difficoltà dei migranti, l'adattabilità al nuovo, la capacità di interscambi, ma anche la volontà di conservare le peculiarità del proprio gruppo di appartenenza. Temi che verranno attentamente esaminati nel corso della presentazione che vedrà impegnati, tra gli altri, il prof. Alberico Guarnieri, critico letterario, ed il prof. Giuseppe Trebisacce, docente dell'Unical.