IL COMMENTO | Vibo, la città cade a pezzi e in Aula si parla di...Almirante
C'è una città ricolma di rifiuti, ci sono gli operatori ecologici nuovamente sul piede di guerra. Le attività commerciali, dopo il lockdown, non riescono ancora a respirare. E i pochi imprenditori rimasti meditano per l'ennesima volta di scappare via dalla terra di Calabria. Vibo Marina è nel degrado, oggi più di ieri. Per non parlare di Portosalvo, Bivona, Triparni. A Piscopio l'acqua arriva a singhiozzo. Insomma, il quadro è desolante. Eppure, c'è chi, in questi giorni concitati, passa il proprio tempo a ragionare di intitolazione di vie, di strade da intitolare, dopo averne sprecato altro a discutere di una fermata di treno nel deserto di una provincia priva di collegamenti che non può fare gola a nessuno, tantomeno a chi agisce sul libero mercato.
Insomma, non era certo questo il momento nel quale discettare se Almirante fosse un fascista o un grande statista. Almirante è stato quello che è stato, un uomo simbolo della destra italiana, capace di incantare le platee a lui favorevoli e un soggetto da ripudiare per altri. Ma era proprio questo il momento di impiegare del tempo per capire quanto fosse necessario intitolargli una via? E addirittura tenere in ostaggio l'Aula, alzando la voce?
Con tutto il rispetto per Giorgio Almirante che indubbiamente avrebbe fatto scuola di oratoria a tanti improvvisatori attuali, c'è un'emergenza sociale senza precedenti da fronteggiare, c'è una città che rischia di essere affossata da un nuovo dissesto o, in alternativa, da un Piano di riequilibrio lacrime e sangue. Ci sono le scuole insicure da sistemare, in vista della ripresa delle lezioni, ci sono le voragini sull'asfalto da ricolmare. E il Consiglio comunale cosa fa? In Commissione, passa il tempo a parlare di Almirante.
Nessuno poi si lamenti se i cittadini traggono le proprie conseguenze. Non è populismo, nè superficialità, ma sdegno dinanzi all'insipienza più assoluta e spregio per chi non è capace di individuare le priorità in una città che cade a pezzi.
