La Corte d'Appello di Catanzaro ha revocato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti dell'imputato Ivo Menotta, difeso dall'avvocato Giovanni Vecchio del Foro di Vibo Valentia. Menotta è rimasto coinvolto nell'operazione denominata "Ossessione", condotta dalla Procura Antimafia di Catanzaro e dagli investigatori del G.O.A., reparto d'elite della Guardia di Finanza, della stessa città capoluogo.

L'indagine, che ha portato all'esecuzione di decine di arresti nel gennaio 2019, ha accertato l'esistenza di un'associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico operante in diverse Regioni italiane oltre a reati in materia di spaccio di stupefacenti. Nello specifico, si è colpita un'associazione, guidata da soggetti vibonesi, collegata al clan Mancuso di Limbadi ma in affari anche con esponenti legati al clan dei Mazzaferro di Marina di Gioiosa Ionica, da anni trapiantati nel milanese e nel comasco.

Condannato, in primo grado, alla pena di 11 anni di reclusione in quanto ritenuto colpevole di essere partecipe della suddetta associazione di narcotrafficanti, oltre che della commissione di diversi reati specifici, l'imputato è stato scarcerato nelle more del giudizio d'appello dove, previa rinuncia ai motivi di gravame, si è avuta una rideterminazione della pena in anni 4 e mesi 4 di reclusione. Di conseguenza, i giudici d'appello, tenuto conto del periodo di carcerazione preventiva già espiata e delle condotte contestate ormai datate, hanno revocato la misura cautelare.

La sentenza d'appello del processo "Ossessione" è attesa per il mese di settembre prossimo. Risulta, altresì, pendente il processo di primo grado con rito ordinario innanzi al Tribunale di Vibo Valentia per altri coimputati.