"Quando Bonaccini sottolinea 'Prima il Nord', posticipando sine die la questione Sud Italia, dove ci sono le regioni ultime tra le 270 della UE, oltre che per far breccia in confindustria, che dichiaratamente avalla questo rinvio a data da destinarsi, lo fa per mantenere quello status quo di disomogeneità territoriale che a conti fatti deve aver fatto talmente bene al Nord da riuscire a strappare una deroga agli articoli principi della Costituzione italiana, penso in particolare all'articolo 3". Così in una nota Massimo Mastruzzo, membro del direttivo nazionale del "Movimento 24 Agosto - Equità Territoriale", commentando le parole del presidente dell'Emilia Romagna che aveva dichiarato: "Oggi il Pd deve avere una chiara identità riformista, rappresentando ancor di più, lo dico per la mia esperienza territoriale, le istanze del Nord del Paese. Io non ho dubbi che senza il Mezzogiorno questo è un Paese senza un grande futuro. Però in questo momento drammatico, la parte del Paese che produce più della metà del Pil, ha bisogno di ripartire subito".

Denuncia alla Corte europea dei diritti dell'uomo? Il Movimento, impegnato nelle ultime settimane nelle stazioni ferroviarie per manifestare contro i pochi fondi destinati al Sud, definisce quella di Bonaccini "una farsa, allo stato dei fatti, che denigra l'idea di Paese dei padri fondatori". "Tra l’altro - contnua Mastruzzo - investire al Sud è un vantaggio per la crescita dell'intera Italia ferma al palo (0,xxx) da decenni. Affinché le ragioni non siano solo rivendicative (equità, costituzione ecc.) ma anche lungimiranza economica. Qui Bonaccini, oltre che egoista, appare miope! A questo punto una forza politica che si fonda sull'Equità Territoriale, quale è M24A-ET, come dovrebbe reagire difronte a questa criminale e continua sottrazione di diritti, dovrebbe presentare formale denuncia presso la Corte europea dei diritti dell'uomo?".

Discriminazione contro il Sud. "La violazione dei propri diritti fondamentali - aggiunge il membro del direttivo nazionale dell'associazione - seppure appunto dovrebbero essere garantiti dalla Costituzione italiana, appare ormai talmente palese che la stessa UE se ne accorta, tanto che il direttore generale per la Politica regionale della Commissione UE, Marc Lemaitre ha inviato una lettera al governo 'indicando le cifre più che preoccupanti sugli investimenti al Sud, che sono in calo e non rispettano i livelli previsti per non violare la regola Ue dell'addizionalità'". "La risposta italiana al richiamo della Commissione UE - conclude Mastruzzo - la possiamo osservare nella ripartizione degli oltre 8 miliardi di investimenti prioritari nelle ferrovie: al Sud, dove c’è tanto da recuperare, meno di un quarto del totale. Visto che il Mezzogiorno rappresenta il 34% della popolazione e il 40% della superficie ciò equivale a investire per aumentare il divario".