Finiscono nel mirino della magistratura i rimborsi che alcune aziende ricevono per le assenze del propri dipendenti che svolgono la funzione di consiglieri comunali. Si verifica un po' dappertutto. Ma a Catanzaro la Procura ha deciso di alzare le antenne e nei giorni scorsi ha acquisito fascicoli inerenti l'attività delle commissioni. Si ipotizza, ma ancora è presto per parlarne, il reato di truffa aggravata e falso ai danni dello Stato. Sotto la lente sarebbero finite le riunioni delle commissioni che dovrebbero tenersi al mattino dal lunedì al venerdi. Il comune ha impegnato per queste riunioni circa 150mila euro di rimborsi in bilancio. Ma pare che le riunioni non siano state poi così frequenti e continue.


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Sotto la lente della magistratura anche le qualifiche lavorative con cui i consiglieri sono stati assunti al momento di entrare in Comune. Perchè i rimborsi tengono conto della qualifica aziendale. Inoltre, si sono verificati casi in cui un consigliere, nel momento in cui è entrato in consiglio aveva una dichiarazione dei redditi più bassa di quella successiva.