Il miracolo non riesce e il Crotone dice arrivederci alla Serie A. Dura mezz’ora la suspence salvezza: Insigne regala due assist al bacio per Milik e Callejon, il Crotone alza bandiera bianca e precipita in serie B anche perché la Spal è già in vantaggio e non molla la presa. Tirano un sospiro di sollievo le altre pericolanti che comunque vincono tutte per 1-0: Udinese e Chievo vanno in vantaggio e poi controllano, il Cagliari si impone alla fine con l’Atalanta che si qualifica in Europa League ma dovrà cominciare a luglio dai preliminari.

La cronaca. Tutto facile per i partenopei che scoprono un Milik finalmente titolare, guarito e pronto a incidere più significativamente in futuro. Il Crotone di Zenga capisce subito che l’orgoglio e il cuore non possono bastare e, nonostante un finale di campionato garibaldino, tornano in serie B. Non si ripete il miracolo dell’anno scorso di Nicola, ma Zenga fa comunque un buon lavoro non potendo tamponare le falle create dalla gestione del suo predecessore. Il Napoli passeggia, domina poi nella ripresa controlla il ritorno dei calabresi che segnano alla fine un gran gol con l’ex romanista Tumminello e i tifosi ora aspettano una campagna acquisti significativa e il proseguimento del lavoro di Sarri.

Sala stampa. “Dispiace che finisca così, con la retrocessione ma dobbiamo accettarlo, questo è lo sport. Ora però mi verrebbe da piangere”. Lo ha detto con la voce rotta dall’emozione Walter Zenga nel dopo partita di Napoli-Crotne, che ha segnato la discesa in serie B della squadra calabrese. “Dispiace per come abbiamo giocato – dice Zenga – nel girone di ritorno, facendo fermando Inter, Lazio, facendo gare importantissime. Certe cose quando vivi la città come me diventano complicato, forse sarebbe dvuto essere tutto più asettico”. Zenga sottolinea che “se Udinese, Spal, Cagliari e Chievo – dice – hanno vinto due o tre partite di fila no ci possiamo fare niente, il nostro calendario era più difficile nel finale, ma sono state brave loro. Il futuro? Non lo so, ora sono morto”.