Il genitore di una bambina frequentante la Scuola “Murmura”, Luciano Gagliardi, ha deciso di presentare un esposto in Procura della Repubblica, guidata da Camillo Falvo, «affinché gli organi competenti possano eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai fatti dedotti».

«Il 29 agosto 2022 sono stato convocato presso l'ufficio della dirigente scolastica dottoressa Tiziana Furlano, per visionare la documentazione relativa alla nuova sede scolastica denominata "Palazzo Gemini", costruzione abusiva sanata con due successive sanatorie sita sulla S.S.18, al fine verificare che la nuova sede scolastica fosse più sicura della precedente, attualmente interessata da pesantissimi lavori di adeguamento alle norme vigenti in materia di sicurezza», ha scritto in premessa.

Tali lavori, ha evidenziato Gagliardi, «sono partiti solo dopo una serie di azioni di denuncia, che hanno reso evidenti molteplici criticità, dapprima occultate e negate tanto dai dirigenti scolastici che dal Comune, e successivamente invece utilizzate dagli stessi per chiedere finanziamenti per l'attuale ricostruzione/adeguamento della scuola». Il genitore reiterava la richiesta di visionare i documenti sin da marzo 2022, ma fino a fine agosto 2022 «mi veniva sempre risposto, sia per email che per telefono, che ancora il Comune non aveva inviato la necessaria documentazione, nonostante le costanti sollecitazioni a rispondere alla richiesta ad esso indirizzata dalla scuola con num. prot. 1148».

«Pure il Consigliere d'Istituto, il signor Gianluca Vasapollo, su stimolo di un gruppo di genitori aveva richiesto, il 2 febbraio 2022, al Comune di Vibo Valentia (num. prot. 5622) di visionare gli atti relativi alla sicurezza del palazzo Gemini, senza ricevere, ad oggi alcuna risposta, fatta eccezione per rassicurazioni esclusivamente verbali non supportate da documenti, circa la regolarità della nuova sede. - ha insistito - Insieme alla dirigente Furlano ed alla responsabile prevenzione e protezione, la professoressa Adamo, passando in rassegna la documentazione, solo recentissimamente inviata alla scuola dal Comune dopo reiterate richieste, si è dovuto prendere atto che la scuola non possiede, e il Comune di Vibo Valentia conseguentemente pare non essere in possesso di, un gran numero di documenti necessari a certificare la sicurezza degli studenti e del personale, nonché dei visitatori dell'edificio scolastico, come invece espressamente richiesto dalle leggi vigenti in materia».

In sintesi, come specificato da Gagliardi, mancano importanti documenti relativi a: «Collaudo degli impianti, tutti; verbali sopralluoghi ASP, specie riguardanti la prevenzione, per dipendenti e studenti; assenza di amianto e radon; abbattimento delle barriere architettoniche; manca il certificato di collaudo dell'impianto di messa a terra e di protezione dalle scariche atmosferiche; la scuola non è in possesso del piano di emergenza; non c'è l'obbligatorio Documento di Valutazione Rischi; il certificato di idoneità statica e classificazione sismica della costruzione è datato 1996, quindi prodotto ben prima della vigente normativa, molto più attenta alla sicurezza di quella vigente ventisei anni fa, ed è provvisto di un successivo allegato, senza data, che classifica l'edificio idoneo esclusivamente per uso uffici e non come scuola».

In seguito a questo incontro la dirigente Furlano e la professoressa Adamo «mi hanno assicurato che avrebbero ulteriormente sollecitato il Comune, facendo presente quanto rilevato sopra, ma ieri, 12 settembre 2022, a due giorni dall'inizio delle lezioni, ho avuto conferma che il Comune non ha ancora risposto e che pure l'ispezione dei VV.FF, effettuata in mattinata, ha rilevato tali irregolarità, intimando alla scuola di adeguarsi alla normativa vigente». Nonostante ciò, nello stesso pomeriggio il nuovo edificio è stato aperto alla visita di studenti e genitori e, in tale occasione ha notato che «non c'era alcun estintore, né segnalazione di alcun percorso di evacuazione o delle uscite di sicurezza e nessuna segnaletica, né orizzontale né verticale, né cartellonistica, di nessun tipo».

La cosa mi ha preoccupato molto il genitore, considerando che «né le docenti, né i bambini, hanno mai visto questa scuola prima d'ora e perciò potrebbero più facilmente perdere l'orientamento, in caso di emergenza, soprattutto ricordando che nessuno conosce il Piano d'Emergenza, probabilmente ancora inesistente».

«Neppure noi genitori sappiamo dove recarci se la scuola dovesse essere evacuata, come purtroppo già successo più volte negli anni recenti a causa di ripetuti eventi sismici», ha continuato Luciano Gagliardi. Quest’ultimo, per tali motivi, chiede alla Procura di «disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti così come esposti dettagliatamente, valutando gli eventuali profili d'illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili al fine di procedere nei loro confronti».

Con il medesimo esposto intende inoltre formulare denuncia-querela, sempre in relazione ai fatti sovra descritti, «nell'ipotesi in cui dagli accertamenti svolti dalle Autorità competenti dovessero emergere fattispecie di reato per i quali la legge richiede la procedibilità a querela di parte».

A condividere la lettera inviata da Luciano Gagliardi, infine, è anche uno dei referenti del Comitato Genitori Responsabili, Gianluca Rubino, che ha partecipato al sopralluogo notando le mancanze di presidi di sicurezza e ambienti idonei alla presenza dei bambini, come la palestra situata all’ultimo piano di Palazzo Gemini che, a suo avviso, non ha un parapetto adeguato. Nei prossimi giorni, pertanto, potrebbe esserci un’ulteriore comunicazione da parte dei genitori frequentanti l’Istituto comprensivo “Murmura”.