L'Istat, l'istituto nazionale di statistica, ha pubblicato un report che analizza l'interesse e la partecipazione alla vita politica degli italiani. Il risultato? In continuo peggioramento: tra il 2014 e il 2019 la quota di persone - da 14 anni in su - che non partecipano alla vita politica è passata dal 18,9% al 23,2%. La partecipazione politica, quando c'è, avviene soprattutto in modo indiretto, ovvero informandosi o parlandone (74,8%) e poco per via attiva (8,0%). I giovani sono i più coinvolti attivamente: il 14%, in età tra i 14 e i 24 anni, ha partecipato in modo diretto, soprattutto andando a cortei (12,8%).

Al Sud maggiore disinteresse. "La distanza dalla politica - si legge nel report - è molto maggiore nel Mezzogiorno, dove le persone di 14 anni e più che mai si informano di politica sono circa il 36% del totale contro il 22% del Nord e il 25,6% del Centro. Fra le donne del Mezzogiorno, probabilmente anche per una maggiore marginalità nel mercato del lavoro, quasi il 44% non si informa di politica (meno del 30% fra gli uomini). Decisamente più basso il divario di genere al Nord". Per quanto riguarda invece i disinteressati dalla politica la percentuale più alta si registra sempre nel Mezzogiorno (66,5%), quella più bassa al Centro Italia (61,6%) dove si rileva anche il più alto livello di sfiduciati (26,8%).

Perchè non ci si informa? Le ragioni della poca informazione sono molteplici: "Non si informa principalmente per disinteresse (64,9%), per sfiducia nel sistema politico (25,5%), perché considera la politica un argomento complicato (10% circa) o perché non ha tempo da dedicarvi (7%)". Motivazioni simili anche per chi non si informa mai di politica: "Il 52,5% di chi non si informa affatto indica il disinteresse come unico motivo e il 17% la sfiducia nella politica (soltanto il 5% entrambi)".

Il peso della poca istruzione. La quota di chi non si informa affatto di politica aumenta al diminuire del titolo di studio: si passa dal 10,7% dei laureati al 43,7% di chi ha al massimo la licenza elementare. Le differenze di genere, invece, si riducono all’aumentare dei livelli di istruzione. L’interesse per la politica è legato anche alla posizione nel mercato del lavoro: il disinteresse tocca il 10% tra dirigenti, imprenditori e liberi professionisti, il 13,8% tra quadri e impiegati e sale al 30,2% tra gli operai. Tra gli occupati si attesta al 20% circa e raggiunge il 36,6% tra i disoccupati. In un’ottica tutta femminile, infine, il divario è importante tra casalinghe (il 41% non si informa mai di politica) e occupate (23,8%) e si mantiene costante a tutte le età.