La stretta della giustizia si è abbattuta su due fratelli residenti a Siderno, finiti agli arresti domiciliari in seguito a un'ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Locri. Gli investigatori della Polizia di Stato li ritengono i principali responsabili di una sequenza di episodi criminosi che, all'inizio della scorsa estate, avevano scosso profondamente la comunità della Locride.
​Gli accertamenti investigativi, condotti con tempestività dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza locale, hanno preso le mosse dalla violenta rissa scoppiata lo scorso 8 luglio nel cuore della città. Un violento scontro tra una decina di giovanissimi che era degenerato nel sangue, culminando con l'accoltellamento di un diciottenne e provocando grande allarme sociale tra i residenti.
​Grazie all'analisi meticolosa delle immagini estratte dai sistemi di videosorveglianza della zona, i poliziotti sono riusciti rapidamente a ricostruire ogni fase dell'aggressione, a dare un nome ai partecipanti e a recuperare l'arma bianca adoperata per ferire la vittima, che l'aggressore aveva tentato di far sparire gettandola in un dirupo situato nelle vicinanze dello stesso Commissariato.
​Il cerchio investigativo si è tuttavia ampliato ulteriormente, portando alla luce il coinvolgimento dei due fratelli in altri gravi reati. Gli inquirenti hanno infatti accertato la loro responsabilità anche in merito a due distinte rapine a mano armata, consumate rispettivamente il 2 e il 4 luglio sempre nel centro sidernese e perpetrate ai danni di un cittadino extracomunitario.
​L'impianto accusatorio, solido e arricchito da riscontri oggettivi, è stato trasmesso integralmente all'Autorità Giudiziaria. Valutato il quadro indiziario raccolto dagli investigatori, il Gip ha optato per l'adozione della misura cautelare degli arresti domiciliari per entrambi i congiunti, chiamati ora a rispondere dinanzi alla legge dei reati di rapina aggravata, rissa e lesioni personali gravi.