L'unica nota dolente su cui gli organizzatori puntano il dito è stata "l'indifferenza" della Regione

Si è chiuso con successo e con un arrivederci il primo Forum delle comunità locali svoltosi a Filadelfia nei giorni scorsi e lo sguardo è già per il prossimo anno e sui nuovi obiettivi da centrare. Avviato il dibattito, quindi, l'unica dolente sulla quale gli organizzatori si sono soffermati riguarda "il mancato patrocinio da parte del Consiglio regionale, che non ha sentito nemmeno la necessità di riscontrare la lettera inviata dai promotori dell’evento".

Il Forum. La due giorni, organizzata dall'Amministrazione comunale di Filadelfia, dal Cime (Consiglio italiano del Movimento europeo, nato per portare avanti i principi che ispirarono il Manifesto di Ventotene ed il sogno europeo di Altiero Spinelli), dal Forum Italo Tunisino per la Cittadinanza mediterranea (laboratorio nato nel 2012 subito dopo la rivolta tunisina del 2011, con l’obiettivo di costruire uno spazio di interazione tra due società delle opposte sponde del Mediterraneo) e dall'Istituto Castelmonardo, ha visto la partecipazione di operatori culturali e turistici, associazioni che operano nel territorio, imprenditori, giovani alle prese con interessanti startup. Così, si è dato il via al confronto sulle ipotesi di sviluppo per le aree interne, in un quadro euro-mediterraneo, socializzando esperienze, provando ad indicare soluzioni concrete.

Le tematiche. Al centro del confronto dei gruppi di lavoro i grandi temi del presente: il governo dei flussi migratori, l’accoglienza e l’integrazione nella prospettiva della rivitalizzazione dei sistemi territoriali delle nostre aree interne”, le opportunità ed i finanziamenti, la biodiversità, lo sviluppo rurale, la difesa e la valorizzazione del territorio, i giovani e il lavoro. I report stilati, contenenti anche proposte operative per i vari ambiti, costituiranno quindi la base per un documento finale che sarà presentato a breve, in cui troveranno spazio le criticità riscontrate, i punti di forza e un’ipotesi di agenda per i prossimi anni, “le cose da fare”, come ha sottolineato Pier Virgilio Dastoli (Cime) nelle sue conclusioni.