Fondazione Natuzza, il Coronavirus fa slittare l'esito del ricorso sulla soppressione
Ci vorranno altri tre mesi per conoscere il verdetto del vaticano sul ricorso presentato dalla fondazione di Natuzza Evolo alla Congregazione per il clero avverso il decreto di soppressione canonica del luglio scorso. L’organismo del Vaticano a causa del covid -19 ha infatti rinviato ogni decisione al prossimo due agosto. Tutto questo nella speranza che nel frattempo l’azione diplomatica intrapresa dal Vaticano per mettere finalmente la parola “fine” allo scontro in atto tra la fondazione umanitaria “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” e la Curia vescovile della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea ottenga i frutti da tutti sperati, ovvero un accordo tra le parti. Com’è noto a presiedere il tavolo della “trattativa riservata” Il Vaticano ha chiamato mesi fa il cardinale Agostino Vallini, prefetto emerito del Supremo tribunale della Nunziatura apostolica, nonché membro della Congregazione della Causa dei Santi e in passato , precisamente da 27 giugno 2008 al 26 maggio 2017 cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma.
Una figura autorevole, un uomo vicinissimo a Papa Francesco che da subito è stato considerato come la persona giusta in grado di risolvere il conflitto che da oltre tre anni vede contrapposti l’ente morale di Paravati e la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Uno scontro, senza esclusioni di colpi, che ha creato sconcerto, dolore e divisioni a non finire tra i i tanti figli spirituali di Mamma Natuzza.
La questione ruota tutto intorno alle modiche dello statuto richieste dal presule e mai accolte dalla fondazione di via Umberto. La controversia riguarda in particolare la collocazione da dare al testamento spirituale della Serva di Dio nell’ordinamento della fondazione, l’aumento o meno del numero dei componenti del Consiglio d’amministrazione con l’eventuale nomina di alcuni rappresentanti diocesani e le norme da darsi per la cura e la gestione del santuario mariano della Villa della Gioia, ormai completato da circa tre anni grazie alle generose offerte dei fedeli e non ancora aperto al culto. Una chiesa destinata a diventare, una volta inaugurata, la meta di migliaia di pellegrini.
"Non è una stata una mia volontà. Io sono le messaggera – ha sempre detto Natuzza riguardo al santuario mariano – di un desiderio manifestatomi dalla Madonna nel 1944, quando mi è apparsa nella mia casa, dopo che ero andata in sposa a Pasquale Nicolace. Quando l’ho vista, le ho detto: come vi ricevo in questa casa brutta? Lei mi ha risposto: non ti preoccupare ci sarà una nuova e grande chiesa che si chiamerà “Cuore Maria Rifugio delle Anime” per alleviare le necessità di giovani, anziani e di quanti altri si troveranno in uno stato di bisogno".
