Sel si scioglie e confluisce in SI. Marasco: "Allearsi con il Pd neo-liberista significa suicidarsi"
Sabato scorso l’Assemblea Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà ha ufficialmente dichiarato lo scioglimento del partito. Salvo alcune legittime scelte personali, SEL confluirà in Sinistra Italiana, di cui a febbraio si celebrerà il congresso fondativo. Nichi Vendola ha chiaramente indicato la direzione da seguire, con buona pace di chi crede, o dice di credere, nel dialogo con il PD di Renzi: “Se la sinistra diventa l’ammorbidente nella lavatrice del neoliberismo, allora non ha senso. In più non vince ma va incontro al suicidio”. Le percentuali tra l’1 e il 2% raccolte dalle liste di “sinistra” alleate del PD nelle ultime amministrative a Milano, Bologna, Torino ne sono la conferma.
In questi mesi la mobilitazione per il NO ha riportato la discussione politica nel Paese, anche nel nostro territorio: da qui bisogna partire, mettendo da parte divisioni ideologiche e/o personali, per la ricostruzione di una forza popolare e plurale di sinistra, che dia risposte di cambiamento sociale e politico al disagio e alla sofferenza dei cittadini. Questo patrimonio di culture politiche e civiche, fatto di partiti, associazioni, movimenti e comitati, non deve andare disperso, ma continuare la sua opposizione sociale al nuovo governo che è di una continuità provocatoria con quello precedente.
Ultima provincia per qualità della vita, checché ne pensi il sindaco del capoluogo, Vibo Valentia in questi giorni ha celebrato tra l’indifferenza generale le elezioni provinciali; questa indifferenza è drammatica, visti i problemi che a tutti i livelli attanagliano il nostro territorio. L’assemblea provinciale di SI la imputa, oltre che alla cattiva amministrazione, anche al sistema elettorale figlio della riforma Del Rio, in cui i sindaci e i consiglieri dei comuni non commissariati votano per loro stessi, sottraendo ai cittadini la fondamentale forma di partecipazione democratica che è il voto.
Sinistra Italiana si sta radicando nella provincia: recentemente si è costituito un nucleo attivo anche nel comprensorio di Tropea e Drapia. Vuole contribuire con tutte le sue energie e le sue speranze alla creazione di un fronte sociale comune e unito nelle lotte necessarie per reclamare diritti, dignità e legalità; un fronte che non si tiri indietro davanti alle prospettive di governo e di amministrazione, purché si rimettano al centro le priorità dettate dalla nostra Costituzione: investimenti pubblici, lavoro, redistribuzione della ricchezza, messa in sicurezza del territorio e diritti garantiti per tutti.
