Parroci trasferiti nel Vibonese. Ecco l'elenco completo
Il vescovo della Diocesi di Mileto-Tropea-Nicotera, monsignor Attilio Nostro, con un comunicato ufficiale ha reso noti i trasferimenti e i nuovi parroci delle varie parrocchie che compongono la Diocesi, confermando alcune anticipazioni riportate da questa testata.
Ma entriamo nei dettagli. Don Ignazio Toraldo continuerà a prestare la sua opera in quel di Tropea, e sarà affiancato dal nuovo parroco don Antonio Mazzeo che lascia Filadelfia "dopo aver svolto un eccellente lavoro durante 14 anni di permanenza". A Filadelfia arriverà don Gregorio Grande, sinora parroco a San Giovanni di Zambrone che sarà sostituito da don Mario Fuscà, sinora parroco a Sorianello. La parrocchia di Sorianello sarà affidata a don Pino Sergio, coadiuvato in
questo dai padri Domenicani. Invece a Sant’Angelo di Gerocarne entra come parroco don Ottavio Scrugli. Don Carmelo Furchì che da poco ha festeggiato i suoi 80 anni di età e i suoi 52 anni di ministero nella Parrocchia di Santa Domenica di Ricadi verrà sostituito da don Giuseppe Pileci che, anche a motivo del suo incarico di direttore della Pastorale Giovanile, è chiamato a collaborare con la zona pastorale di Tropea. Le parrocchie di San Cono e San Marco, che in questi
due anni hanno accolto in modo esemplare don Pileci, avranno in don Giuseppe Lo Presti il loro nuovo pastore. La parrocchia di Ricadi vedrà l’arrivo di don Francesco Sicari che, in qualità di fratello maggiore dei Sacerdoti Oblati di don Mottola, sarà ancor di più impegnato a servizio di questo prezioso carisma. La
comunità di San Costantino vedrà l’arrivo di don Oreste Borelli, in qualità di nuovo pastore, mentre la comunità di Comparni sarà affidata a don Agostino
Pugliese. A Vena Superiore, dato il periodo di fidei donum di don Mimmo Sorbilli, arriverà don Tonino Vattiata, mentre la comunità di Ioppolo sarà affidata a don
Salvatore Minniti. Don Antonio Purita, che ha festeggiato i suoi 50 anni di sacerdozio, ha accettato con grande slancio di cuore di porsi a servizio di confessioni e direzioni spirituali nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime in Paravati. Come nuovo parroco al Duomo di Santa Maria Maggiore e San Leoluca in Vibo Valentia arriverà don Pasquale Rosano. Accanto a don Rosano, arriverà come vicario parrocchiale don Matteo Rizzo, appena ordinato presbitero. Come Parroco del duomo di San Giorgio in Pizzo e di della parrocchia di Maria SS. Immacolata e San Ferdinando re in Pizzo marina, al posto di don Rosano, arriverà don Fortunato Figliano.
Sempre a Vibo Valentia, don Giuseppe La Torre assumerà la guida pastorale della parrocchia di San Michele e San Giuseppe. La parrocchia di Triparni verrà affidata alle cure di don Michele Vinci, in sostituzione di don Angelo Facciolo, che andrà a svolgere il suo ministero nella parrocchia di Monterosso, coadiuvato da padre Carmelo Andreacchio. Mons. Vincenzo “Rocco” Scaturchio, diventerà vicario parrocchiale della Sacra Famiglia a Vibo Valentia a motivo dell’impegno nell’insegnamento presso l’Istituto diocesano di studi religiosi “San Giuseppe Moscati” e si occuperà anche della pastorale biblica nei vari settori della diocesi. La parrocchia di Vibo Marina vedrà l’arrivo di don Bruno Rizzuto come vicario.
Le comunità di San Gregorio, Mezzo Casale e Zammarò vedranno l’arrivo di due parroci: le prime due saranno affidate a don Maurizio Macrì
coadiuvato da don Gerardo Furlano come vicario, la terza comunità avrà come parroco don Furlano che curerà anche il santuario di Maria SS. della Salute
(Santa Ruba), mentre don Giuseppe Gagliano andrà a guidare le parrocchie di Spilinga, Carciadi e Panaia.
A Mileto, nella Basilica Cattedrale, don Mimmo Di Carlo, sarà affiancato da don Giuseppe Pititto come parroco “in solidum”, mentre le Parrocchie di Monsoreto e Melicuccà saranno affidate alla cura pastorale di don Salvatore Lavorato, che rientra in diocesi dopo un periodo di servizio nelle Missioni italiane in Svizzera.
Questo il commento del vescovo: "Qual è la cosa più difficile nella guida di una diocesi? I trasferimenti dei sacerdoti. Perché è così difficile? Perché si vanno a toccare le persone, le loro storie, i loro affetti e i legami che si creano. Nel rapporto con il parroco si gioca molto del nostro rapporto con la Chiesa, con la fede, con Dio. Noi vediamo nel sacerdote un tramite, un messaggero, un esempio e un compagno di viaggio… Ma allora… perché cambiarlo? Nel giorno in cui il Santo Padre ha comunicato la mia nomina a vescovo, la cosa più commovente è stata un’anziana che è venuta da me - il pianto non le permetteva di parlare - è riuscita soltanto a dirmi: "So che mi hai voluto bene don Attilio, ed è questa l'unica cosa che conta. Non conta cosa farai, dove andrai, chi incontrerai. È importante soltanto il fatto che tu abbia amato. Conta solo questo don Attilio". In questi ventotto anni di sacerdozio ho cambiato quattro volte parrocchia e non è mai stato semplice né indolore perché quando vuoi bene alle persone il distacco porta con sé un vero e proprio lutto. Però posso dire, a distanza di anni, che ogni volta che ho prestato fede all’operato della Chiesa cui ho affidato la mia vita, ho avuto modo di sperimentare come la mano di Dio non abbia mai lasciato la mia: questo mi ha aiutato a consolidare una propensione a non accontentarmi di fare la mia volontà ma la volontà di Dio. Ecco perché mi auguro che in questo tempo le comunità cristiane di tutta a nostra diocesi diano prova di preghiera, di discernimento, ma soprattutto di corresponsabilità".
