Provincia Vibo: Dipendenti contro Niglia: "Rassegni le dimissioni"
E' ormai muro contro muro tra Bps e Amministrazione provinciale. Nuova assemblea dei lavoratori per preparare una nuova protesta. Duro attacco al presidente: "Si metta da parte. Ci sta danneggiando con la sua indifferenza"
di MIMMO FAMULARO
A Crotone Peppino Vallone ha chiuso la Provincia con i lucchetti e ha ottenuto quell'attenzione mediatica che cercava. Oggi pomeriggio nella città pitagorica è atteso il presidente della Regione Mario Oliverio. Qualcosa si muove a quelle latitudini. Tutto fermo a Vibo Valentia dove i dipendenti avanzano il doppio delle mensilità. Non due, ma quattro che tra venti giorni diventeranno sei, tredicesima compresa. La disperazione dei circa 200 lavoratori in servizio alla Provincia di Vibo rischia di trasformarsi in ira. Nel mirino c'è la classe politica locale ed, in particolare, il presidente dell'ente intermedio vibonese, Andrea Niglia. "A Crotone a parlare con i dipendenti va il governatore Mario Oliverio - fanno notare - qui a Vibo, invece, non viene nessuno. La differenza è sostanziale ed il significato ancor più eloquente: a Crotone hanno un presidente che si è messo a capo della protesta. Qui non abbiamo nessuno. Niglia ci ha lasciato soli. Rassegni le dimissioni e si metta subito da parte. Oltre a non sostenere la nostra battaglia ci sta anche penalizzando con la sua indifferenza e il suo atteggiamento". I dipendenti non fanno di tutta un'erba un fascio e non generalizzano. Salvano il vice presidente Pasquale Fera "l'unico - osservano - che ci sta mettendo la faccia e si sta strenuamente impegnando per la ricerca di una soluzione".
Braccio di ferro. E' ormai muro contro muro tra la Provincia di Vibo Valentia e il Monte dei Paschi di Siena. Anche l'ultimo tentativo di trovare una soluzione per sbloccare almeno il pagamento di una mensilità arretrata è infatti fallito. L'ennesima comunicazione dell'ente, una vera e propria intimazione "a non accantonare i fondi relativi al pagamento delle rate dei mutui in scadenza nel 2015", ha irritato i vertici dell'istituto di credito. Al terzo piano di palazzo "Bitonto" si è dunque deciso di cambiare strategia e di adire le vie legali per bloccare il pagamento dei mutui contratti con la Bnl, la Cassa depositi e prestiti e il Credito sportivo (circa 7 milioni di euro all'anno) al fine di far valere il principio che rende i crediti da lavoro dipendente "privilegiati" sui beni mobili. L'obiettivo è quello di arrivare al pagamento delle mensilità arretrate attraverso una procedura giudiziaria d'urgenza i cui tempi sono tutti da verificare.
L'assemblea. In mancanza di risposte concrete i dipendenti, sempre più esasperati, si sono riuniti nuovamente in assemblea. "Dobbiamo difendere la nostra dignità di lavoratori" ha affermato tra le lacrime Cristian Vardaro, Rsu della Cgil. Domani mattina si deciderà quale sarà la forma di protesta da adottare. Il segretario provinciale Luigi De Nardo,intanto, annuncia battaglia: "Stavolta non sarà una protesta momentanea. La politica deve prendersi tutte le sue responsabilità come sta accadendo a Crotone".
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