Visite intramoenia in studi privati esterni all’ospedale, compensi incassati in contanti senza ricevuta, prestazioni mascherate con fatture fittizie emesse all’occorrenza da compiacenti colleghi dell’ufficio Alpi. È solo uno dei tasselli del “sistema” scoperto dalla Procura di Catanzaro nell’ambito di una vasta inchiesta sulla sanità pubblica calabrese. Un meccanismo rodato, piegato per truffare lo Stato e i pazienti, attivo all’interno dell’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco”.
Le accuse
Associazione per delinquere, truffa aggravata, falso, peculato, riciclaggio, fatture per operazioni inesistenti, accesso abusivo a sistemi informatici e false attestazioni di presenza in servizio. Sono alcune delle gravi ipotesi di reato contestate a vario titolo a 18 persone fisiche e 2 società.
Le misure cautelari
Su ordine del Gip, la Guardia di Finanza e i Nas hanno eseguito 13 misure cautelari:
Agli arresti domiciliari: Mafalda Candigliota, Giampiero Maglia, Marco Scicchitano, Roberto Iuliano, Luigi Mancuso, Annarita Procopio, Riccardo Sperlì, Antonio Attisani, Rossella Viscomi, Maria Teresa Debora Lanatà e Maurizio Gigliotti.
Obbligo di firma per Giuseppe Perri.
Divieto di dimora a Catanzaro per Giuseppe Mauro.
Il sequestro
Disposto anche un sequestro preventivo da circa un milione di euro, considerato profitto illecito. Ne sono stati colpiti otto dirigenti medici e un imprenditore, tra cui Maglia, Scicchitano, Candigliota, Iuliano, Mancuso, Perri, Gigliotti e Antonio Raffaele Billa.
Gli altri indagati
Restano indagati, al momento senza misure cautelari, anche Antonio Billa, Caterina Floriana Candido, Pasquale Critelli, Margherita Di Bari, Giuseppe Tomaino e due società: la Clinica Day Surgery Tomaino Srls (Soverato) e l’Emmegi Hospital Srl (Cosenza).