Autismo, "uniti si può"... superare ogni ostacolo
Nell’ambito delle iniziative AprileAutismo2016, promosse dall’associazione "Prendiamoci per mano…uniti si può!", si è svolto sabato 30 aprile nel Polo culturale Santa Chiara l’ultimo evento del ricco calendario.
In rappresentanza dell'Amministrazione comunale, che ha patrocinato l'iniziativa, erano presenti il presidente del Consiglio comunale Stefano Luciano che ha sottolineato la piena volontà di attuare una politica di sostegno alle famiglie da parte dell’amministrazione comunale, peraltro già avviata con lusinghieri risultati dall’assessore alle Politiche sociali Lorenza Scrugli; ha preso la parola l'assessore alla Cultura e alla Pubblica istruzione Raimondo Bellantoni, manifestando l’assoluta vicinanza alle famiglie che quotidianamente affrontano le difficoltà legate alla disabilità e condividendo l’importanza di una formazione scolastica specializzata, ha assicurato altresì l’impegno a sostenere iniziative di questo genere da parte dell’intero esecutivo.
Ha aperto i lavori del seminario il moderatore Nunzio Foti e hanno relazionato Antonella Cuzzola (neuropsichiatra infantile e nuovo direttore della Casa della carità), introducendo il tema del convegno "Disturbo dello spettro autistico: aspetti diagnostici e terapeutici". "Fondamentale - ha detto la Cuzzola - che la diagnosi venga fatta il più presto possibile, perché un intervento mirato e precoce sul bambino, garantisce progressi significativi e una migliore qualità della vita". Paolo Maietta (psicologo e inventore della Terapia Multisistemica in Acqua TMA), ha soffermato il suo intervento sull'utilizzo di approcci terapeutici integrativi che vanno ad agire sull'aspetto cognitivo-comportamentale e sulla relazione, quest'ultima di fondamentale importanza nel bambino affetto da sindrome dello spettro autistico. Elena Congestrì (psicologa, psicoterapeuta) ha invece spiegato la rilevanza scientifica del metodo da utilizzare nelle terapie di trattamento, nello specifico il metodo ABA (Applied Behavior Analisys - Analisi applicata del conportamento). L'ABA consiste nell'applicazione delle tecniche di "condizionamento operante" che sostituisce ciò che per una persona normotipo è la motivazione naturale, con dei rinforzi (premi) artificiali. Questo perché mentre per un bambino normotipo l'acquisizione di nuove abilità avviene anche attraverso l'imitazione, per un bambino autistico questo non è possibile, in quanto non trova motivazione spontanea, quindi non impara ne ad osservare, ne ad imitare con la conseguente limitazione del suo sviluppo.
L'intervento di Giovanna Ursida si è soffermato su un aspetto molto delicato ed importante: la vicinanza alla famiglia e l'interazione della famiglia nelle terapie di trattamento. "Apprendere che il proprio figlio ha un disturbo dello spettro autistico è devastante - ha detto - in quel momento il genitore si trova a dover affrontare un periodo molto difficile e complicato, ma soprattutto si pone una domanda critica: come posso aiutare mio figlio? La decisione su quali trattamenti intraprendere (o non intraprendere), determinerà la prognosi del bambino". Ne è venuto fuori un appello alle istituzioni ed alla scuola a fornire tutti i supporti di cui le famiglie ed i bambini con disabilità hanno bisogno, a formare personale altamente qualificato, (assistenti all'autonomia e alla comunicazione e insegnanti di sostegno figure fondamentali nella vita del bambino), al fine di evitare il reiterarsi di comportamenti problema e garantire la continuità didattica.
"E’ importante fare rete intorno al bambino - ha detto Angela Foti, presidente dell'associazione promotrice dell'evento -, una rete che coinvolga la triade ASP/scuola/ famiglia, per costruire un intervento globale su misura del bambino, oltre ad una "rete sociale" per non isolarlo". Concetto che è stato ripreso dalla vicepresidente dell'associazione Antonella Colloca, nei saluti conclusivi, in cui ha ringraziato i numerosi partecipanti, i relatori e l'amministrazione comunale per la partecipazione e la sensibilità dimostrata. "Finalmente Vibo ascolta la nostra voce, un ringraziamento particolare e dal profondo del cuore a tutti i genitori dei bimbi normodotati che hanno preso parte alle nostre iniziative, per non aver avuto timore di far conoscere ai propri figli la nostra disabilità, facendo capire loro che non siamo poi cosi diversi, ma poi diversi da chi? Io sono diverso, come te, ma non diverso da te, la normalità non esiste, per il semplice fatto che bisognerebbe prima individuare i parametri; e allora vi chiedo: chi è normale? Il mio auspicio è che ci siano altri eventi, seminari, convegni, corsi di formazione, che coinvolgano sempre più persone e soprattutto il mondo della scuola in maniera più propositiva e attiva, all'inizio di questa avventura eravamo in pochi, man mano l'opera di sensibilizzazione sta avendo i suoi frutti e lo dimostra questo seminario molto partecipato, spero che iniziative di questo tipo coinvolgano sempre più persone che confrontandosi su questo tema comincino ad avere meno pregiudizi e preconcetti, imparare a conoscere l'autismo, significa imparare a conoscere meglio i nostri figli, perché in fondo la vera ricchezza dell'umanità è la diversità, pertanto abbiamo bisogno della diversità proprio per mettere in evidenza la nostra individualità".
